L’assegno postdatato è un titolo di credito su cui viene apposta una data di emissione futura rispetto a quella reale. Sebbene sia una pratica comune utilizzata come garanzia di pagamento, è importante sapere che si tratta di una procedura irregolare che espone a conseguenze legali e finanziarie. Contrariamente a quanto avveniva in passato, oggi emettere un assegno postdatato non costituisce più un reato, ma un illecito amministrativo legato principalmente all’evasione dell’imposta di bollo.
Cosa dice la legge sull’assegno postdatato
La normativa italiana stabilisce che l’assegno bancario è un titolo di pagamento “a vista”. Ciò significa che può essere incassato in qualsiasi momento dalla sua emissione, indipendentemente dalla data indicata su di esso. La legge fondamentale in materia (Regio Decreto n. 1736/1933) è chiara: qualsiasi accordo contrario a questo principio è da considerarsi nullo. Di conseguenza, il patto tra chi emette l’assegno e chi lo riceve di posticiparne l’incasso non ha alcun valore legale.
La ragione principale per cui la postdatazione è sanzionata è di natura fiscale. Utilizzare un assegno come garanzia per un pagamento futuro è una funzione tipica della cambiale, un titolo di credito che però è soggetto al pagamento dell’imposta di bollo al momento dell’emissione. L’assegno postdatato viene quindi visto come un tentativo di eludere questo obbligo fiscale, configurando un illecito amministrativo.
Le conseguenze pratiche e amministrative
Le implicazioni della postdatazione sono concrete sia per chi emette l’assegno sia per chi lo riceve. È fondamentale comprendere i rischi e le procedure che si attivano in questi casi.
- Per chi riceve l’assegno: Il beneficiario ha il diritto di presentare l’assegno all’incasso immediatamente, anche prima della data indicata. La banca è tenuta a pagarlo, a condizione che ci siano fondi sufficienti sul conto del debitore. Tuttavia, l’istituto di credito procederà alla “regolarizzazione” del titolo, addebitando al presentatore l’imposta di bollo evasa, oltre a eventuali sanzioni.
- Per chi emette l’assegno: L’emittente non può opporsi al pagamento anticipato. Se l’assegno viene presentato prima della data e il conto non ha la necessaria copertura, l’assegno risulterà “scoperto”. Questo avvia la procedura di protesto, con conseguenze gravi come la segnalazione alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) e il divieto di emettere assegni per un determinato periodo.
- Sanzioni amministrative: La banca che paga un assegno postdatato è obbligata a segnalare l’operazione all’autorità competente, solitamente la Prefettura. Quest’ultima valuterà il caso e applicherà una sanzione amministrativa pecuniaria a carico di chi ha emesso il titolo per l’irregolarità commessa.
Quando l’assegno postdatato diventa strumento di reato
Sebbene l’emissione di un assegno postdatato non sia di per sé un reato penale, può diventare il mezzo per commettere illeciti ben più gravi. Le forze dell’ordine e i tribunali si trovano spesso di fronte a situazioni in cui questo strumento è parte integrante di attività criminali.
Usura
Nel reato di usura, gli assegni postdatati sono frequentemente utilizzati come garanzia per prestiti concessi a tassi di interesse illegali. La vittima consegna uno o più assegni con data futura a copertura del capitale e degli interessi esorbitanti. In questo contesto, l’assegno non è un semplice mezzo di pagamento irregolare, ma la prova di un accordo illecito e uno strumento di pressione nei confronti del debitore.
Truffa
L’assegno postdatato può essere anche un elemento chiave in una truffa. Un soggetto può acquistare beni o servizi pagando con un assegno postdatato, rassicurando il venditore sulla propria solvibilità e sulla futura copertura del titolo. Se l’acquirente agisce con l’intenzione premeditata di non onorare il pagamento, svuotando il conto o sparendo, si configura il reato di truffa, in quanto il venditore è stato ingannato da artifizi e raggiri.
Diritti e tutele per i consumatori
Per evitare problemi, è consigliabile non accettare né emettere assegni postdatati. Se ti trovi in una situazione che coinvolge un titolo di questo tipo, ecco alcuni consigli pratici:
- Se hai ricevuto un assegno postdatato: Valuta attentamente il rischio che sia scoperto. Hai il diritto di incassarlo subito, ma preparati a dover anticipare i costi per la regolarizzazione fiscale. Se l’importo è significativo, considera di chiedere al debitore di sostituirlo con un metodo di pagamento regolare, come un bonifico bancario.
- Se ti viene chiesto di emettere un assegno postdatato: Rifiuta e propon alternative legali. L’uso di questo strumento ti espone a sanzioni e non ti offre alcuna garanzia che il creditore rispetti l’accordo di attendere la data pattuita.
- In caso di assegno scoperto: Se un assegno (postdatato o meno) risulta impagato, il creditore può avviare un’azione legale per recuperare il proprio credito. Il protesto dell’assegno costituisce un titolo esecutivo che permette di procedere con il pignoramento dei beni del debitore.
In conclusione, l’assegno postdatato è una pratica da evitare. Le alternative legali e sicure, come la cambiale (se si desidera una garanzia di pagamento futuro) o i moderni strumenti di pagamento elettronico, offrono maggiori tutele a tutte le parti coinvolte.
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