La giustizia civile italiana ha introdotto importanti novità per rendere la risoluzione delle controversie più rapida ed efficiente, riducendo il carico di lavoro dei tribunali. Tra gli strumenti potenziati spicca la negoziazione assistita, una procedura che consente alle parti di trovare un accordo con l’aiuto dei propri avvocati, senza avviare una causa. La principale innovazione riguarda l’introduzione dell’istruzione stragiudiziale, che permette di raccogliere prove valide anche al di fuori delle aule di giustizia.

Cos’è la negoziazione assistita e come è cambiata

La negoziazione assistita è una procedura di risoluzione alternativa delle controversie (ADR, Alternative Dispute Resolution) in cui le parti coinvolte in un conflitto cercano di raggiungere una soluzione amichevole attraverso la cooperazione e il dialogo, supportate dai rispettivi legali. L’obiettivo è redigere una convenzione, ovvero un accordo scritto che ha la stessa efficacia di una sentenza del giudice.

Con le recenti riforme, il campo di applicazione di questo strumento è stato ampliato. Inizialmente prevista per specifiche materie, come il risarcimento danni da circolazione stradale e le richieste di pagamento fino a 50.000 euro, oggi la negoziazione assistita è stata estesa anche ad altri ambiti importanti, tra cui:

  • Diritto di famiglia: per accordi di separazione, divorzio e modifica delle condizioni, inclusi quelli relativi al mantenimento dei figli (minorenni o maggiorenni non autosufficienti), anche per le coppie di fatto.
  • Controversie di lavoro: le parti, assistite dai loro avvocati ed eventualmente da consulenti del lavoro, possono utilizzare questa procedura per risolvere le dispute lavorative.

Questo potenziamento mira a offrire ai cittadini una via più snella e meno costosa per dirimere i conflitti, evitando le lungaggini del processo ordinario.

L’istruzione stragiudiziale: raccogliere le prove senza il giudice

La vera rivoluzione della negoziazione assistita è la possibilità di svolgere un’attività istruttoria stragiudiziale. In pratica, se le parti lo prevedono nella convenzione di negoziazione, i loro avvocati possono raccogliere prove rilevanti per la controversia prima ancora di arrivare davanti a un giudice. Questa fase anticipata di raccolta prove è fondamentale per comprendere meglio le reali possibilità di successo in un eventuale processo.

Le principali attività consentite sono:

  • Acquisizione di dichiarazioni da terzi: gli avvocati possono raccogliere testimonianze scritte da persone informate sui fatti. I terzi vengono avvisati delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni false e hanno la facoltà di non rispondere.
  • Richiesta di confessione alla controparte: una parte può chiedere all’altra di ammettere per iscritto la veridicità di fatti a sé sfavorevoli. Questa dichiarazione, nota come confessione stragiudiziale, ha un peso probatorio significativo.

Tutta l’attività deve svolgersi nel pieno rispetto del contraddittorio, garantendo la presenza e la partecipazione degli avvocati di tutte le parti coinvolte. Questo assicura che il processo di raccolta delle prove sia equilibrato e trasparente.

Vantaggi e tutele per i consumatori

L’introduzione dell’istruzione stragiudiziale offre vantaggi concreti per i cittadini e i consumatori. Permette di valutare con maggiore chiarezza la fondatezza delle proprie pretese e i rischi di un eventuale giudizio. Conoscere in anticipo le prove a disposizione della controparte e la forza delle proprie argomentazioni può incoraggiare la ricerca di un accordo equo, evitando i costi e l’incertezza di una causa.

Se la negoziazione non porta a un accordo e si decide di procedere in tribunale, le prove raccolte non vanno perse. Il giudice valuterà le dichiarazioni e le confessioni acquisite secondo il suo “prudente apprezzamento”, come previsto dalla legge. Sebbene possa decidere di sentire nuovamente un testimone in aula, le prove raccolte in fase stragiudiziale costituiscono una base solida per il giudizio. Inoltre, il comportamento tenuto dalle parti durante questa fase può avere conseguenze: chi si sottrae ingiustificatamente alla raccolta delle prove potrebbe essere penalizzato dal giudice nella decisione sulle spese processuali.

Questo strumento, se usato correttamente, trasforma la negoziazione da un semplice tentativo di accordo a una fase pre-processuale strutturata, in cui la verità dei fatti può emergere in modo più rapido e meno formale.

La negoziazione assistita potenziata rappresenta un’opportunità per risolvere le controversie in modo più efficace e consapevole. Tuttavia, la sua complessità richiede un’assistenza legale qualificata per tutelare pienamente i propri diritti e sfruttare al meglio le potenzialità di questo strumento.

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Di admin