La negoziazione assistita, uno strumento finalizzato a risolvere le controversie senza ricorrere al tribunale, è stata significativamente potenziata dalla riforma del processo civile. L’obiettivo è offrire a cittadini e imprese un’alternativa più rapida ed efficiente alla giustizia ordinaria, introducendo nuove procedure per facilitare accordi equi e consapevoli, riducendo così i tempi e i costi dei procedimenti legali.

Le novità della riforma per la negoziazione assistita

Gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR – Alternative Dispute Resolution) sono al centro della riforma del processo civile, che mira a snellire il sistema giudiziario italiano. In questo contesto, la negoziazione assistita è stata estesa e rafforzata per renderla un’opzione ancora più valida rispetto a una causa in tribunale.

L’ambito di applicazione è stato ampliato, includendo materie prima escluse. Tra le novità più rilevanti vi è l’estensione esplicita alle controversie di lavoro, dove le parti devono essere assistite da un avvocato e, facoltativamente, da un consulente del lavoro. Un altro campo di applicazione consolidato riguarda il diritto di famiglia, in particolare per gli accordi sul mantenimento dei figli, accessibile non solo a coniugi separati o divorziati ma anche alle coppie di fatto.

L’istruzione stragiudiziale: una svolta pratica

La vera innovazione introdotta dalla riforma è la possibilità di svolgere un’attività di “istruzione stragiudiziale” durante la procedura di negoziazione. Si tratta di una fase preliminare di raccolta delle prove che si svolge al di fuori delle aule di tribunale, ma con garanzie procedurali precise. Questa fase consente alle parti di anticipare quella che sarebbe l’istruttoria probatoria di un vero e proprio processo.

L’istruzione stragiudiziale permette di:

  • Acquisire dichiarazioni da terzi: è possibile raccogliere testimonianze scritte da persone informate sui fatti oggetto della controversia.
  • Ottenere una confessione stragiudiziale: si può chiedere alla controparte di dichiarare per iscritto la veridicità di fatti a essa sfavorevoli, con la stessa efficacia probatoria di una confessione resa in giudizio.

Questa procedura deve essere esplicitamente prevista nella convenzione di negoziazione e deve svolgersi nel pieno rispetto del contraddittorio, con la partecipazione obbligatoria degli avvocati di tutte le parti coinvolte. L’obiettivo è permettere una valutazione più accurata dei rischi e delle probabilità di successo di un’eventuale causa, incentivando così la ricerca di una soluzione concordata.

Garanzie e conseguenze per le parti

Il sistema prevede tutele e conseguenze precise per garantire la serietà della procedura. I terzi chiamati a rendere dichiarazioni sono informati della facoltà di astenersi, ma anche delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni false. Questo assicura l’affidabilità delle informazioni raccolte.

Inoltre, se una delle parti si rifiuta di partecipare all’interrogatorio stragiudiziale, il suo comportamento non resta senza conseguenze. Il giudice, in un eventuale successivo processo, potrà tenere conto di tale rifiuto al momento di decidere sulla condanna alle spese legali o sulla valutazione di una responsabilità aggravata.

Le prove raccolte durante l’istruzione stragiudiziale sono pienamente utilizzabili nel giudizio che dovesse seguire al fallimento della negoziazione. Il giudice le valuterà secondo il suo prudente apprezzamento, ma avrà sempre la facoltà di disporre una nuova assunzione delle prove, ad esempio convocando il dichiarante come testimone in aula.

Cosa cambia per i consumatori

Per i cittadini e i consumatori, il potenziamento della negoziazione assistita rappresenta un’opportunità concreta per risolvere le controversie in modo più efficace. Questa procedura offre la possibilità di comprendere meglio la solidità della propria posizione legale prima di imbarcarsi in una lunga e costosa causa.

Avere a disposizione dichiarazioni di terzi o ammissioni della controparte può fare la differenza nel decidere se accettare un accordo o procedere in giudizio. Si tratta di uno strumento che aumenta la trasparenza e la prevedibilità, consentendo di raggiungere soluzioni eque in tempi più brevi e con costi potenzialmente inferiori rispetto al percorso giudiziario tradizionale.

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Di admin