Quando un soggetto subisce un danno a causa del comportamento scorretto di un’altra persona, l’ordinamento giuridico italiano prevede che nasca un’obbligazione: quella di risarcire il pregiudizio causato. Questa situazione rientra nelle cosiddette obbligazioni nascenti da atto illecito, una delle principali fonti di obbligazioni civili previste dall’articolo 1173 del Codice Civile, insieme ai contratti e ad altri atti o fatti idonei a produrle.

Comprendere questo meccanismo è fondamentale per i consumatori, poiché regola tutte quelle situazioni in cui si subisce un danno al di fuori di un rapporto contrattuale, dalla caduta in un negozio per pavimento bagnato al danno causato da un prodotto difettoso.

La Responsabilità Extracontrattuale o Aquiliana

Il principio cardine che regola le obbligazioni da atto illecito è definito dall’articolo 2043 del Codice Civile, che istituisce la cosiddetta responsabilità extracontrattuale (o aquiliana). Secondo questa norma, chiunque con un proprio comportamento, doloso o colposo, cagiona ad altri un danno ingiusto, è obbligato a risarcirlo. Per far scattare questo obbligo, devono essere presenti alcuni elementi essenziali:

  • Il fatto illecito: Un’azione o un’omissione che viola una norma giuridica o un dovere di diligenza. Può essere compiuto con dolo (la volontà di causare il danno) o con colpa (negligenza, imprudenza o imperizia).
  • Il danno ingiusto: Una lesione di un interesse personale o patrimoniale protetto dalla legge. Non ogni pregiudizio è risarcibile, ma solo quello che lede un diritto o una situazione giuridica meritevole di tutela.
  • Il nesso di causalità: Deve esistere un legame diretto di causa-effetto tra il comportamento illecito e il danno subito. Il danno deve essere una conseguenza immediata e diretta dell’azione commessa.
  • L’imputabilità: L’autore del fatto deve essere capace di intendere e di volere al momento in cui ha commesso l’atto. La legge esclude la responsabilità di chi, per qualsiasi causa, non era in grado di comprendere il significato delle proprie azioni.

L’onere di dimostrare la presenza di tutti questi elementi spetta, di norma, a chi ha subito il danno e chiede il risarcimento.

L’Obbligo di Risarcimento del Danno

Una volta accertata la responsabilità, sorge l’obbligo di risarcire il danno. Il risarcimento ha lo scopo di ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato, riportandola, per quanto possibile, a come sarebbe stata se l’illecito non si fosse verificato. Il danno risarcibile si compone di due voci principali, definite dall’articolo 1223 del Codice Civile:

  • Danno emergente: Rappresenta la perdita economica effettivamente subita dal danneggiato. Include le spese sostenute a causa dell’illecito, come le cure mediche, i costi di riparazione di un bene o il valore di un oggetto distrutto.
  • Lucro cessante: Corrisponde al mancato guadagno, ovvero ai profitti che il danneggiato non ha potuto realizzare a causa del danno. Un esempio tipico è il reddito perso da un lavoratore autonomo durante il periodo di convalescenza per un infortunio.

Oltre al danno patrimoniale, può essere risarcito anche il danno non patrimoniale, che riguarda la lesione di diritti inviolabili della persona, come il diritto alla salute (danno biologico) o la sofferenza interiore (danno morale).

Casi Particolari: Responsabilità Oggettiva e Indiretta

Il Codice Civile prevede alcune ipotesi in cui si risponde di un danno anche senza che sia provata la colpa diretta dell’individuo. Si tratta di forme di responsabilità che mirano a tutelare maggiormente il danneggiato in situazioni specifiche. Le principali sono la responsabilità indiretta e quella oggettiva.

Responsabilità Indiretta (o per Fatto Altrui)

In questi casi, un soggetto è chiamato a rispondere del danno causato da un’altra persona, a cui è legato da un particolare rapporto. Gli esempi più comuni sono:

  • Genitori e tutori: Rispondono dei danni causati dai figli minori o dalle persone soggette a tutela che convivono con loro.
  • Datori di lavoro: Sono responsabili per i danni arrecati dai loro dipendenti nell’esercizio delle loro mansioni.
  • Sorveglianti di persone incapaci: Chi è tenuto alla sorveglianza di una persona incapace di intendere e di volere risponde dei danni da questa causati.
  • Proprietario del veicolo: Risponde in solido con il conducente per i danni causati dalla circolazione del veicolo, a meno che non provi che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà.

Responsabilità Oggettiva

Questa forma di responsabilità prescinde completamente dall’accertamento del dolo o della colpa. Si basa sul rischio connesso a una determinata attività o alla proprietà di un bene. Chi svolge quell’attività o possiede quel bene è tenuto a risarcire i danni che ne derivano, salvo la prova del caso fortuito. I casi principali includono:

  • Esercizio di attività pericolose: Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa è tenuto al risarcimento se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.
  • Danno da cose in custodia: Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia (es. il proprietario di un immobile per la caduta di un cornicione).
  • Danno cagionato da animali: Il proprietario di un animale è responsabile dei danni da questo causati, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito.
  • Danni da prodotti difettosi: Il produttore è responsabile dei danni causati da un difetto del suo prodotto, come stabilito anche dal Codice del Consumo.

Diritti e Tutele per i Consumatori

Le norme sulla responsabilità extracontrattuale offrono importanti tutele ai consumatori. Se subisci un danno, ad esempio a causa di un prodotto difettoso che esplode, di una caduta in un supermercato per un pavimento non segnalato come bagnato, o di un errore commesso da un tecnico inviato da un’azienda, hai diritto a ottenere un risarcimento.

Per far valere i tuoi diritti, è fondamentale agire tempestivamente e raccogliere tutte le prove possibili: fotografie del luogo e del danno, referti medici in caso di lesioni fisiche, testimonianze di persone presenti, scontrini e fatture delle spese sostenute. Documentare accuratamente l’accaduto è il primo passo per poter dimostrare il fatto illecito, il danno e il nesso di causalità.

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Di admin