Le lesioni micropermanenti rappresentano un danno all’integrità fisica o psicologica di una persona, considerato di lieve entità ma con conseguenze permanenti. Rientrano in questa categoria le menomazioni che comportano un’invalidità compresa tra 1 e 9 punti percentuali. Sebbene considerate minori, queste lesioni danno diritto a un risarcimento economico, calcolato secondo criteri precisi stabiliti dalla legge, sia che derivino da un incidente stradale sia da un caso di responsabilità medica.

Cosa sono e come vengono definite le lesioni micropermanenti

La normativa di riferimento per le lesioni micropermanenti è l’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni Private (Decreto Legislativo n. 209/2005). Questa legge definisce il danno biologico come una “lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale”.

L’elemento chiave è che tale lesione deve avere un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente dalla sua capacità di produrre reddito. In parole semplici, il risarcimento non è legato alla perdita di stipendio, ma al peggioramento della qualità della vita. Le lesioni che superano la soglia del 9% di invalidità rientrano invece nella categoria delle “macropermanenti”, soggette a un diverso sistema di calcolo.

Come viene calcolato il risarcimento del danno

Il risarcimento per le lesioni di lieve entità non è arbitrario, ma segue un meccanismo tabellare stabilito per legge e aggiornato periodicamente. Il calcolo si basa su due componenti principali:

  • Danno Biologico Permanente: Viene liquidato un importo crescente per ogni punto percentuale di invalidità riconosciuto. Il valore del primo punto è fissato per legge (attualmente 870,97 euro, secondo l’aggiornamento del 2022) e aumenta in modo più che proporzionale per i punti successivi. L’importo totale viene poi ridotto in base all’età del danneggiato, con una diminuzione dello 0,5% per ogni anno a partire dall’undicesimo anno di età.
  • Danno Biologico Temporaneo: Riguarda il periodo di convalescenza. Per ogni giorno di inabilità assoluta (100%), viene riconosciuto un importo fisso (attualmente 50,97 euro). Se l’inabilità è parziale (ad esempio, al 50% o al 25%), l’importo giornaliero viene ridotto in proporzione.

Questi valori standardizzati garantiscono uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale per i casi che rientrano in questa categoria.

L’importanza dell’accertamento medico-legale obiettivo

Un aspetto fondamentale per ottenere il risarcimento del danno biologico permanente è la necessità di un accertamento medico oggettivo. A seguito di una modifica legislativa introdotta per contrastare le frodi assicurative, non sono risarcibili le lesioni che non possono essere verificate tramite esami clinici strumentali.

Questo significa che il solo racconto del dolore o del disagio non è sufficiente. La lesione deve essere provata attraverso referti di esami come radiografie, ecografie, risonanze magnetiche o altri test diagnostici. Fanno eccezione le lesioni visibili, come le cicatrici, che possono essere accertate oggettivamente senza l’uso di strumentazione. Questa regola sottolinea l’importanza di rivolgersi tempestivamente a un medico e seguire un iter diagnostico completo dopo aver subito un danno.

Estensione alla responsabilità medica

Sebbene il sistema di calcolo delle micropermanenti sia nato nell’ambito degli incidenti stradali, la sua applicazione è stata estesa ad altri settori. La Legge n. 24/2017, nota come Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità sanitaria, ha stabilito che anche i danni derivanti da errori medici devono essere risarciti utilizzando le stesse tabelle previste dagli articoli 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni.

Questa estensione garantisce che un paziente che subisce un danno di lieve entità a causa di un errore medico abbia diritto a un risarcimento calcolato con gli stessi criteri applicati a una vittima di un sinistro stradale, assicurando coerenza e prevedibilità nella liquidazione del danno.

Diritti del consumatore e personalizzazione del danno

Il sistema tabellare non è completamente rigido. La legge prevede la possibilità per il giudice di aumentare l’importo del risarcimento fino a un massimo del 20%. Questo aumento, definito “personalizzazione del danno”, è possibile quando la menomazione incide in modo particolarmente rilevante su specifici aspetti della vita del danneggiato.

Per ottenere questa maggiorazione, è necessario documentare e provare in modo oggettivo che la lesione ha causato una sofferenza psicofisica di particolare intensità o ha compromesso attività specifiche che avevano un ruolo centrale nella vita della persona (ad esempio, un hobby, un’attività sportiva o sociale). È quindi un diritto del consumatore dimostrare l’impatto concreto e personale del danno subito per ottenere un risarcimento più equo.

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Di admin