Imbattersi in un cane smarrito e decidere di prenderlo con sé, senza avviare le procedure corrette per rintracciare il proprietario, non è un gesto di generosità, ma un’azione che può integrare il reato di furto. Molti cittadini agiscono in buona fede, convinti di fare il bene dell’animale, ma ignorano le implicazioni legali di tale comportamento. La legge italiana, infatti, considera gli animali d’affezione come beni di proprietà, e la loro appropriazione indebita è perseguibile penalmente.

Perché tenere un cane smarrito è un reato

Per comprendere appieno la questione, è fondamentale chiarire lo status giuridico degli animali domestici. Secondo il Codice Civile, un cane è considerato un “bene mobile” e, in quanto tale, oggetto di un diritto di proprietà. Di conseguenza, un cane smarrito non è una “cosa di nessuno” (res nullius) che può essere liberamente occupata, né rientra nella categoria delle “cose smarrite” la cui appropriazione è stata depenalizzata.

La normativa distingue nettamente tra animali domestici e animali mansuefatti (come colombi o api che hanno l’abitudine di tornare dal proprietario). Solo per questi ultimi, il Codice Civile prevede che chi se ne impossessa possa acquisirne la proprietà se il legittimo proprietario non li reclama entro un termine specifico. Questa regola non si applica ai cani, gatti e altri animali d’affezione. Pertanto, chi trova un cane e lo trattiene senza attivarsi per la restituzione, sta di fatto sottraendo un bene al suo legittimo proprietario, commettendo un’azione che la giurisprudenza qualifica come furto.

Quando l’appropriazione diventa furto: casi concreti

La Corte di Cassazione si è espressa più volte su casi simili, delineando i contorni del reato. L’elemento chiave che distingue un comportamento lecito da uno illecito è l’intenzione di appropriarsi definitivamente dell’animale, ostacolando il suo ritorno al proprietario.

Un esempio emblematico è quello di chi, dopo aver trovato un cane, ne sostituisce il microchip per renderne impossibile l’identificazione. Questo atto dimostra una chiara volontà di occultare la provenienza dell’animale e di impossessarsene in modo fraudolento, configurando un reato grave. Allo stesso modo, è stato considerato furto il comportamento di una persona che, ricevuto un cane in affido temporaneo, si è rifiutata di restituirlo, accampando scuse e di fatto sottraendolo al legittimo detentore.

Tuttavia, l’accusa di furto deve essere supportata da prove concrete che dimostrino il cosiddetto “dolo specifico”, ovvero la coscienza e la volontà di trarre un profitto (anche non patrimoniale, come la semplice compagnia dell’animale) dalla sottrazione. Se una persona trova un cane e lo accudisce temporaneamente, ma si attiva subito per rintracciare il proprietario, non commette alcun reato. Al contrario, l’assenza di azioni volte alla restituzione o, peggio, azioni ostruzionistiche, possono essere interpretate come prova dell’intento criminale.

Cosa fare se si trova un cane smarrito: la procedura corretta

Per agire nel rispetto della legge e, soprattutto, nel vero interesse dell’animale, è fondamentale seguire una procedura precisa. Trattenere un cane senza le dovute segnalazioni non solo è illegale, ma impedisce a una famiglia di ritrovare il proprio compagno.

Ecco i passaggi da seguire:

  • Avvicinamento e verifica iniziale: Avvicinare l’animale con cautela, verificando se indossa una medaglietta con un numero di telefono o un indirizzo. Se presenti, contattare immediatamente il proprietario è la soluzione più rapida.
  • Controllo del microchip: Se non ci sono contatti visibili, il passo successivo è la verifica del microchip. È un’operazione obbligatoria, gratuita e rapida che può essere effettuata presso qualsiasi ambulatorio veterinario, comando di Polizia Locale o servizio veterinario dell’ASL. Il microchip contiene i dati del proprietario registrati all’anagrafe canina.
  • Denuncia di ritrovamento: È obbligatorio per legge denunciare il ritrovamento alle autorità competenti. Questo passaggio è cruciale per tutelarsi da qualsiasi accusa di appropriazione indebita. Gli enti da contattare sono la Polizia Locale, i Carabinieri o il servizio veterinario dell’ASL di competenza territoriale.
  • Affidamento temporaneo: Dopo la denuncia, le autorità si occuperanno di rintracciare il proprietario. Nel frattempo, l’animale potrebbe essere affidato a una struttura pubblica (canile sanitario). Chi ha trovato il cane può dare la propria disponibilità a tenerlo in stallo temporaneo, ma solo previo accordo con le autorità.
  • Intenzione di adozione: Se si desidera adottare l’animale, è necessario comunicarlo ufficialmente. L’adozione sarà possibile solo se, trascorsi i termini di legge, il proprietario non viene rintracciato o non reclama l’animale. A quel punto, il cane viene dichiarato adottabile e si può avviare l’iter formale.

Agire d’impulso, spinti dalle migliori intenzioni, può portare a conseguenze legali spiacevoli. La procedura corretta è l’unica via per garantire il benessere del cane, rispettare i diritti del suo proprietario e agire in modo responsabile e conforme alla legge.

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Di admin