Quando un ex coniuge non adempie all’obbligo di versare l’assegno di mantenimento, la legge offre strumenti concreti per tutelare il diritto del beneficiario. Una recente sentenza del Tribunale di Milano ha ribadito un principio fondamentale: se l’obbligato non paga, il giudice può ordinare a un terzo, come l’INPS, di versare la somma dovuta direttamente all’avente diritto. Questa procedura rappresenta una garanzia importante per chi si trova in difficoltà economiche a causa dell’inadempimento dell’ex partner.

Come funziona l’ordine di pagamento diretto a terzi

Lo strumento legale che consente questa azione è previsto dall’articolo 156, comma 6, del Codice Civile. Questa norma stabilisce che, in caso di inadempienza, il coniuge che ha diritto al mantenimento può rivolgersi al giudice per ottenere un ordine di pagamento diretto. Tale ordine viene indirizzato a soggetti terzi che sono debitori, a loro volta, del coniuge inadempiente.

Il presupposto fondamentale per attivare questa tutela è l’inadempimento. Il coniuge beneficiario deve dimostrare l’esistenza di un provvedimento del tribunale (come una sentenza di separazione) che stabilisce il suo diritto a ricevere l’assegno e allegare la prova del mancato pagamento. A questo punto, spetta al coniuge obbligato dimostrare di aver regolarmente versato le somme dovute. In assenza di tale prova, il giudice può procedere con l’emissione dell’ordine.

È importante sottolineare che questa procedura non rimette in discussione il diritto al mantenimento, ma serve esclusivamente a garantirne l’effettiva esecuzione, rafforzando la tutela del credito.

Chi può essere obbligato a pagare al posto dell’ex coniuge

L’INPS, come nel caso deciso dal Tribunale di Milano, è solo uno dei possibili soggetti terzi che possono essere coinvolti. La norma si applica a chiunque sia tenuto a corrispondere somme di denaro periodiche al coniuge inadempiente. L’obiettivo è intercettare un flusso di reddito certo per garantire che il mantenimento venga pagato.

I soggetti terzi più comuni includono:

  • Datori di lavoro: possono essere obbligati a versare una parte dello stipendio direttamente al coniuge beneficiario.
  • Enti previdenziali (come l’INPS): nel caso in cui il coniuge obbligato sia un pensionato o percepisca altre indennità.
  • Inquilini: se il coniuge inadempiente possiede un immobile e ne percepisce un canone di locazione.
  • Clienti o committenti: nel caso di lavoratori autonomi che ricevono pagamenti periodici.

L’ordine del giudice vincola il terzo a eseguire il pagamento, che in questo modo adempie correttamente al proprio debito nei confronti del coniuge obbligato, estinguendolo per la parte versata al beneficiario del mantenimento.

Diritti e azioni a tutela del consumatore

Se non si riceve l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice, è fondamentale agire tempestivamente per far valere i propri diritti. La procedura di ordine di pagamento a terzi è una delle soluzioni più efficaci.

Ecco i passaggi da considerare:

  1. Documentare l’inadempimento: È essenziale tenere traccia di tutti i mancati pagamenti. Estratti conto bancari o altre forme di documentazione possono essere utili per dimostrare che le somme non sono state ricevute.
  2. Identificare un terzo debitore: Per poter attivare la procedura, è necessario sapere se l’ex coniuge percepisce redditi periodici da un soggetto terzo identificabile (un datore di lavoro, l’INPS, un affittuario, ecc.).
  3. Rivolgersi a un legale: L’assistenza di un avvocato è indispensabile per presentare il ricorso in tribunale. Il legale si occuperà di redigere l’atto e di avviare il procedimento giudiziario.
  4. Ottenere l’ordine del giudice: Una volta verificati i presupposti, ovvero l’esistenza del diritto e l’inadempimento, il giudice emetterà un’ordinanza che obbliga il terzo a versare l’importo mensile direttamente al coniuge avente diritto.

Questo meccanismo offre una soluzione concreta e spesso risolutiva, poiché sposta l’obbligo di pagamento su un soggetto solvibile e terzo rispetto alla dinamica conflittuale della coppia separata, garantendo così una maggiore regolarità nei versamenti.

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Di admin