L’imposta di soggiorno è un tributo locale che i turisti pagano per pernottare nelle strutture ricettive situate in determinati comuni. Per i gestori di hotel, B&B, case vacanze e altre strutture simili, la riscossione di questa imposta comporta anche un obbligo dichiarativo. Dal 2022, questo adempimento è stato standardizzato a livello nazionale attraverso un modello unificato, che ha lo scopo di semplificare e rendere più trasparente la comunicazione dei dati ai comuni.
Chi è obbligato a presentare la dichiarazione
L’obbligo di presentare la dichiarazione dell’imposta di soggiorno ricade sul cosiddetto “responsabile d’imposta”. Questa figura è colui che gestisce la struttura ricettiva e incassa i canoni di locazione o i corrispettivi per il soggiorno. Questo include non solo i proprietari di hotel e alberghi, ma anche i gestori di alloggi per locazioni brevi, bed and breakfast, affittacamere e agriturismi.
Il gestore agisce come agente contabile per conto del Comune: ha il dovere di riscuotere l’imposta dal turista e di versarla periodicamente all’ente locale secondo le modalità e le scadenze stabilite dal regolamento comunale. La dichiarazione annuale serve a riepilogare tutte le operazioni svolte nel corso dell’anno solare precedente.
Il modello di dichiarazione unificato
Prima dell’introduzione del modello nazionale, ogni Comune poteva richiedere dati e formati diversi, creando confusione e un carico burocratico notevole per gli operatori. Con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 aprile 2022, è stato approvato un modello di dichiarazione unico valido su tutto il territorio nazionale. Questo modello deve essere utilizzato da tutti i gestori per comunicare i dati relativi all’imposta di soggiorno riscossa.
Cosa contiene il modello
Il modello dichiarativo richiede l’inserimento di informazioni precise e dettagliate, tra cui:
- I dati identificativi del gestore della struttura ricettiva.
- Il numero totale di ospiti che hanno pernottato nell’anno di riferimento.
- Il numero di notti di soggiorno complessive.
- L’importo dell’imposta di soggiorno riscossa.
- Eventuali esenzioni applicate, come previsto dai regolamenti comunali (es. per minori, residenti, ecc.).
- Gli estremi dei versamenti effettuati al Comune.
La compilazione accurata di questi campi è fondamentale per evitare contestazioni e sanzioni da parte dell’ente impositore.
Come e quando si presenta la dichiarazione
La dichiarazione dell’imposta di soggiorno deve essere presentata esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel). Per accedere è necessario essere in possesso di credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
La scadenza per la presentazione è fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono i dati. Ad esempio, per l’imposta riscossa durante il 2023, la dichiarazione andava presentata entro il 30 giugno 2024.
Tipologie di dichiarazione
Il sistema telematico prevede diverse opzioni per l’invio:
- Nuova dichiarazione: da selezionare quando si presenta la dichiarazione per la prima volta per un determinato anno d’imposta.
- Dichiarazione sostitutiva: da utilizzare per correggere o integrare una dichiarazione già inviata per lo stesso anno. Questa opzione permette di rimediare a errori o omissioni anche dopo la scadenza ordinaria.
- Dichiarazione multipla: una modalità prevista per situazioni complesse in cui non è possibile riepilogare tutti i dati in un unico modello, richiedendo invii multipli.
Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione
Il mancato rispetto degli obblighi dichiarativi comporta conseguenze economiche significative. La normativa prevede sanzioni amministrative severe per chi non presenta la dichiarazione o la presenta in modo incompleto o non veritiero.
In particolare, per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione si applica una sanzione pecuniaria che va dal 100% al 200% dell’importo dovuto. È importante ricordare che l’omesso versamento delle somme riscosse può integrare anche fattispecie più gravi, poiché il gestore opera come responsabile della gestione di denaro pubblico.
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