Un incidente all’interno di un supermercato, come una caduta su un pavimento bagnato o un infortunio causato da attrezzature difettose, solleva una domanda fondamentale per qualsiasi consumatore: chi è responsabile e come si può ottenere un risarcimento? Una sentenza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti cruciali, stabilendo che la responsabilità dell’esercizio commerciale in questi casi è di natura extracontrattuale, legata al dovere di custodia dei locali. Comprendere questa distinzione è essenziale per tutelare i propri diritti.

La differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

Per capire la portata della decisione, è utile distinguere due principali forme di responsabilità giuridica. La responsabilità contrattuale sorge quando una delle parti di un contratto non adempie ai propri obblighi. Nel contesto di un supermercato, questa si lega principalmente al contratto di vendita. La responsabilità extracontrattuale, invece, deriva dalla violazione del dovere generale di non recare danno agli altri (principio del neminem laedere) e non richiede l’esistenza di un contratto. Una delle differenze più significative tra le due riguarda i tempi per agire: il diritto al risarcimento per responsabilità contrattuale si prescrive in dieci anni, mentre per quella extracontrattuale il termine è di cinque anni.

Il caso delle porte automatiche: la decisione della Cassazione

Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 16224/2022) in un caso specifico. Una cliente, dopo aver fatto la spesa, era stata colpita violentemente dalle porte a scorrimento automatico del supermercato, che si erano chiuse all’improvviso. La donna aveva richiesto il risarcimento sostenendo una responsabilità contrattuale del negozio, legata all’inadempimento degli obblighi di protezione connessi al contratto di vendita appena concluso. Secondo questa tesi, avrebbe avuto dieci anni di tempo per far valere i suoi diritti.

La Cassazione, tuttavia, ha respinto questa interpretazione. I giudici hanno stabilito che l’incidente non era legato all’esecuzione del contratto di vendita, ma alla gestione e manutenzione dei locali commerciali. Di conseguenza, la responsabilità del supermercato rientrava nell’ambito extracontrattuale.

La responsabilità del supermercato come custode (art. 2051 c.c.)

La Corte ha inquadrato la responsabilità del supermercato nell’articolo 2051 del Codice Civile, che disciplina il “danno cagionato da cose in custodia”. Secondo questa norma, chiunque abbia in custodia una cosa è responsabile dei danni che questa provoca, salvo che provi il caso fortuito. Il supermercato è considerato il custode dei suoi locali e di tutto ciò che si trova al loro interno, come pavimenti, scaffalature, carrelli e porte automatiche.

L’obbligo di garantire la sicurezza dei luoghi e delle attrezzature vale per chiunque entri nell’esercizio commerciale, non solo per chi effettua un acquisto. L’interesse a tutelare la propria integrità fisica esiste a prescindere dalla conclusione di un contratto di vendita. Questo significa che la protezione si estende a chi sta solo guardando i prodotti, a chi accompagna un’altra persona o a chi si trova nei locali per qualsiasi altro motivo.

Cosa significa per i consumatori: tutele e scadenze

Questa qualificazione giuridica ha conseguenze pratiche molto importanti per i consumatori che subiscono un danno all’interno di un esercizio commerciale.

Onere della prova a favore del danneggiato

Nel caso di responsabilità da cose in custodia, il cliente danneggiato ha un vantaggio processuale significativo. Per ottenere il risarcimento, è sufficiente che dimostri due elementi: di aver subito un danno e che tale danno è stato causato da un elemento presente nel supermercato (il nesso di causalità). Ad esempio, deve provare di essere caduto a causa del pavimento bagnato e di essersi fratturato un polso. A questo punto, spetta al supermercato dimostrare l’esistenza di un “caso fortuito”, cioè un evento imprevedibile, eccezionale e inevitabile, per essere esonerato dalla responsabilità.

Termini per richiedere il risarcimento

Il punto cruciale da ricordare è il termine di prescrizione. Poiché si tratta di responsabilità extracontrattuale, il diritto al risarcimento del danno si estingue in cinque anni dal giorno in cui si è verificato l’incidente. È quindi fondamentale agire tempestivamente per non perdere la possibilità di essere risarciti.

Esempi comuni di incidenti nei supermercati

La responsabilità del custode si applica a una vasta gamma di situazioni. Ecco alcuni esempi comuni:

  • Cadute causate da pavimenti bagnati, scivolosi o sporchi non adeguatamente segnalati.
  • Infortuni provocati dalla caduta di prodotti o oggetti dagli scaffali.
  • Danni causati da carrelli della spesa difettosi o instabili.
  • Lesioni dovute al malfunzionamento di porte automatiche, ascensori o scale mobili.

In tutti questi casi, il gestore del supermercato è tenuto a risarcire il danno, a meno che non riesca a provare che l’evento era inevitabile e fuori dal suo controllo.

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Di admin