Il Decreto Rilancio, emanato nel maggio 2020, ha rappresentato una delle principali manovre economiche del governo per affrontare la crisi generata dalla pandemia di Covid-19. Tra le numerose misure a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie, un ruolo di primo piano è stato ricoperto dal potenziamento del cosiddetto bonus baby sitter, un aiuto concreto pensato per i genitori in difficoltà a causa della chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia.

Cosa prevedeva il potenziamento del bonus

Con il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), l’importo massimo del bonus per servizi di baby-sitting è stato raddoppiato, passando dai 600 euro previsti dal precedente decreto “Cura Italia” a 1.200 euro. Questa misura era concepita come un’alternativa al congedo parentale straordinario, offrendo alle famiglie una maggiore flessibilità nella gestione dei figli durante il periodo di lockdown e di sospensione delle attività didattiche in presenza.

L’incentivo era destinato a coprire le spese per l’assistenza ai figli di età inferiore ai 12 anni. È importante sottolineare che per i figli con disabilità grave accertata non era previsto alcun limite di età per accedere al beneficio. La misura era quindi inclusiva e mirava a supportare anche i nuclei familiari con maggiori necessità assistenziali.

Beneficiari e categorie specifiche

Il bonus era rivolto a diverse categorie di lavoratori che si trovavano a dover conciliare impegni professionali e cura dei figli. Potevano richiederlo:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato.
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS.
  • Lavoratori autonomi.
  • Personale del settore sanitario, pubblico e privato convenzionato.
  • Personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Per il personale sanitario e le forze dell’ordine, direttamente impegnati nella gestione dell’emergenza, il decreto prevedeva un ulteriore potenziamento, con un importo del bonus che poteva arrivare fino a 2.000 euro. Questa maggiorazione riconosceva il loro ruolo cruciale e le difficoltà aggiuntive che dovevano affrontare.

Modalità di utilizzo: non solo baby sitter

Una delle novità più significative introdotte dal Decreto Rilancio è stata l’estensione delle modalità di utilizzo del bonus. Oltre a poter essere impiegato per retribuire prestazioni di baby-sitting attraverso il Libretto Famiglia gestito dall’INPS, l’importo poteva essere utilizzato anche per un altro scopo. I genitori avevano infatti la facoltà di usare il contributo per pagare l’iscrizione dei figli a:

  • Centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia.
  • Servizi socio-educativi territoriali.
  • Centri con funzione educativa e ricreativa.

Questa flessibilità si è rivelata fondamentale durante l’estate del 2020, permettendo a molti bambini di partecipare ad attività organizzate e socializzanti, in un periodo di forte isolamento.

Una misura conclusa con l’emergenza

È fondamentale chiarire che il bonus baby sitter, così come disciplinato dal Decreto Rilancio, era una misura straordinaria e temporanea, strettamente legata al periodo dell’emergenza sanitaria del 2020. Di conseguenza, questo specifico incentivo non è più in vigore. Nel corso degli anni successivi sono state introdotte altre forme di sostegno alle famiglie, ma con requisiti e modalità differenti. La misura descritta rispondeva a un’esigenza specifica e circoscritta nel tempo, rappresentando un importante strumento di welfare emergenziale in una fase di crisi senza precedenti per il Paese.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin