Molti pensionati, analizzando il proprio cedolino, notano delle piccole somme trattenute mensilmente a favore di organizzazioni sindacali. Sebbene l’adesione a un sindacato sia una libera scelta, non sempre il pensionato è pienamente consapevole di aver firmato una delega o di come questa operi. Per garantire maggiore chiarezza e tutelare i diritti dei cittadini, il Decreto Ministeriale n. 31 del 18 febbraio 2020 ha introdotto regole precise sull’obbligo di informazione da parte degli enti previdenziali.

Cosa sono le trattenute sindacali sulla pensione?

La trattenuta sindacale è una quota associativa che viene prelevata direttamente dall’importo della pensione e versata all’organizzazione sindacale scelta dal pensionato. Questo meccanismo si basa su un’autorizzazione formale, chiamata delega sindacale, che il titolare della pensione firma. Con questo documento, si autorizza l’ente che eroga la pensione (come l’INPS) a effettuare il prelievo mensile.

Spesso, la firma di tale delega avviene contestualmente alla richiesta di servizi presso un patronato o un CAF, ad esempio durante la presentazione della domanda di pensione. In alcuni casi, il pensionato potrebbe non essere pienamente consapevole delle implicazioni di tale firma, scoprendo la trattenuta solo in un secondo momento.

Le nuove regole per la trasparenza

Il Decreto Ministeriale n. 31/2020 ha stabilito che gli enti previdenziali devono fornire informazioni puntuali e dettagliate sulle quote associative sindacali. Questa trasparenza si concretizza in diversi momenti e documenti ufficiali.

Le informazioni sulla trattenuta sindacale devono essere chiaramente visibili in:

  • Provvedimento di liquidazione della pensione: il primo documento che ufficializza l’assegnazione della pensione deve già contenere i dettagli di eventuali deleghe attive.
  • Cedolino mensile della pensione: ogni mese, il cedolino deve riportare in modo esplicito la voce relativa alla trattenuta sindacale, indicando l’importo e il sindacato beneficiario.
  • Certificazione Unica (CU): il modello CU, che riepiloga annualmente i redditi da pensione, deve includere un resoconto delle trattenute sindacali effettuate nel corso dell’anno fiscale.

Comunicazione specifica per i nuovi pensionati

Oltre a queste indicazioni, il decreto prevede un’ulteriore tutela per i nuovi pensionati o per chi attiva una nuova delega. L’ente erogatore è obbligato a inviare una comunicazione specifica che deve contenere:

  • La denominazione esatta dell’organizzazione sindacale.
  • L’importo della quota associativa trattenuta.
  • La data di decorrenza della trattenuta.

Questa comunicazione viene inviata in modalità telematica ai pensionati in possesso di credenziali di accesso ai portali online (come il PIN o SPID) e tramite posta tradizionale per coloro che non ne dispongono.

Come controllare e revocare una trattenuta sindacale

Ogni pensionato ha il diritto di verificare le trattenute applicate sulla propria pensione e di revocare la delega sindacale in qualsiasi momento, senza dover fornire alcuna giustificazione. Questa operazione è gratuita e non comporta penalità.

La procedura di revoca

Se si scopre una trattenuta non desiderata o si decide di interrompere l’adesione a un sindacato, la procedura da seguire è semplice:

  1. Preparare la richiesta: è necessario scrivere una richiesta formale di revoca della delega sindacale. La richiesta deve contenere i propri dati anagrafici, il codice fiscale e il numero di pensione.
  2. Inviare la richiesta all’ente previdenziale: la domanda di revoca va inviata direttamente all’ente che eroga la pensione (es. INPS), non al sindacato. Le modalità più comuni sono tramite il portale online dell’ente, recandosi presso una sede territoriale o inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno.
  3. Verificare l’interruzione: la revoca non è immediata. Solitamente, l’ente previdenziale interrompe la trattenuta entro un paio di mesi dalla ricezione della richiesta. È importante controllare i cedolini successivi per assicurarsi che il prelievo sia cessato.

Se la trattenuta dovesse persistere nonostante la richiesta di revoca, è fondamentale segnalare il problema all’ente per ottenere il rispetto dei propri diritti.

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Di admin