L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, spesso abbreviata in AdER, è l’ente pubblico economico che ha il compito di riscuotere i tributi, le imposte e i contributi non pagati spontaneamente dai contribuenti. Opera su quasi tutto il territorio nazionale ed è l’interlocutore principale per cittadini e imprese che hanno debiti con lo Stato o altri enti pubblici. Comprendere il suo ruolo e il suo funzionamento è fondamentale per gestire correttamente la propria posizione fiscale.

Dal superamento di Equitalia alla nuova Agenzia

Dal 1° luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è subentrata a tutti gli effetti alle società del Gruppo Equitalia. Questa transizione, stabilita dal decreto legge n. 193/2016, non è stata un semplice cambio di nome, ma una riforma strutturale volta a integrare maggiormente l’attività di riscossione con quella dell’Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, AdER ha ereditato tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, comprese le procedure in corso e i contenziosi pendenti. Per i contribuenti, questo ha significato avere un unico interlocutore per la gestione dei debiti fiscali, con l’obiettivo di rendere il processo più efficiente e trasparente.

Natura giuridica e compiti istituzionali

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione è un ente pubblico economico, dotato di autonomia organizzativa e contabile, ma opera sotto l’indirizzo e la vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È considerato un ente strumentale dell’Agenzia delle Entrate, il che significa che agisce per realizzare i fini di quest’ultima nel campo della riscossione.

I suoi compiti principali includono:

  • Riscossione dei ruoli: L’attività principale consiste nel riscuotere le somme iscritte a ruolo dagli enti creditori (come Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni) che non sono state pagate entro le scadenze previste.
  • Gestione delle procedure esecutive: In caso di mancato pagamento, l’ente avvia procedure cautelari ed esecutive per il recupero coattivo del credito.
  • Contrasto all’evasione fiscale: L’efficienza nella riscossione è uno strumento essenziale per la lotta all’evasione, garantendo che tutti contribuiscano secondo la propria capacità contributiva.

Cosa succede quando un debito passa ad AdER

Quando un contribuente non paga una tassa, un contributo o una multa, l’ente creditore affida il recupero delle somme all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il primo atto che il cittadino riceve è la cartella di pagamento, un documento che intima il versamento di una certa somma entro 60 giorni dalla notifica. È fondamentale non ignorare questo avviso, poiché il mancato pagamento può portare a conseguenze significative.

Le conseguenze del mancato pagamento

Se il debito indicato nella cartella non viene saldato entro i termini, AdER può attivare diverse procedure per il recupero forzato del credito. Le più comuni sono:

  • Fermo amministrativo: Blocco della circolazione di un veicolo di proprietà del debitore.
  • Ipoteca: Iscrizione di un’ipoteca su un immobile del debitore per debiti superiori a 20.000 euro.
  • Pignoramento: Espropriazione forzata di beni mobili (come conti correnti, stipendi, pensioni) o immobili. Il pignoramento della prima casa è soggetto a limiti e condizioni specifiche, come un debito complessivo superiore a 120.000 euro.

Come gestire la propria situazione debitoria

I contribuenti hanno a disposizione diversi strumenti per gestire e regolarizzare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La prima azione consigliata è verificare la propria situazione debitoria, accedendo all’area riservata del sito di AdER tramite SPID, CIE o CNS. In caso di difficoltà economiche, è possibile richiedere la rateizzazione del debito, presentando un’apposita domanda. Questa soluzione permette di suddividere l’importo dovuto in più rate, rendendo il pagamento più sostenibile ed evitando l’avvio di procedure esecutive. È sempre consigliabile agire tempestivamente e non attendere che la situazione si aggravi.

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Di admin