I dispositivi antiabbandono, noti anche come “salva-bebè”, sono sistemi di sicurezza diventati obbligatori in Italia per prevenire il rischio di dimenticare i bambini piccoli in auto. Questa normativa, introdotta per proteggere i più vulnerabili, impone l’uso di un apposito congegno di allarme per tutti i bambini di età inferiore ai quattro anni trasportati su un veicolo.

Cosa sono e come funzionano i dispositivi antiabbandono

Un dispositivo antiabbandono è un sistema elettronico progettato per rilevare la presenza di un bambino sul seggiolino e avvisare il conducente se si allontana dal veicolo lasciando il piccolo a bordo. L’obiettivo è contrastare il fenomeno della “sindrome del bambino dimenticato” (Forgotten Baby Syndrome), una tragica evenienza spesso causata da stress o da un cambiamento improvviso nella routine quotidiana.

Esistono diverse tipologie di dispositivi:

  • Integrati nel seggiolino: Il sistema di allarme è già incorporato nel seggiolino auto al momento dell’acquisto.
  • Indipendenti (aftermarket): Si tratta di accessori che si aggiungono al seggiolino già in possesso. Possono essere cuscini intelligenti da posizionare sulla seduta, clip da agganciare alle cinture di sicurezza o piccoli dispositivi da collegare alla presa dell’auto.

Il funzionamento si basa generalmente su sensori di peso o di movimento che, una volta spenta l’auto, si connettono via Bluetooth a un’applicazione installata sullo smartphone del conducente. Se il conducente si allontana con il telefono e il bambino è ancora sul seggiolino, l’app invia un primo allarme sonoro e visivo. In caso di mancata disattivazione, molti sistemi sono programmati per inviare messaggi di emergenza a contatti preimpostati, indicando la posizione del veicolo.

L’obbligo di legge in Italia: cosa prevede la normativa

L’obbligo di utilizzare i dispositivi antiabbandono è stato introdotto con la legge n. 117 del 2018, che ha modificato l’articolo 172 del Codice della Strada. La normativa è entrata in vigore in via definitiva il 7 novembre 2019.

La legge stabilisce che l’obbligo si applica ai conducenti di veicoli delle seguenti categorie immatricolati in Italia (o all’estero, se condotti da residenti in Italia):

  • Categoria M1: Veicoli destinati al trasporto di persone, con un massimo di otto posti a sedere oltre al conducente (le comuni automobili).
  • Categorie N1, N2, N3: Veicoli destinati al trasporto di merci (autocarri e furgoni).

L’obbligo riguarda il trasporto di qualsiasi bambino di età inferiore a quattro anni. Il dispositivo utilizzato deve essere conforme alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite da un apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È fondamentale verificare che il prodotto acquistato sia dotato di una dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore.

Sanzioni per il mancato utilizzo

Il mancato utilizzo del dispositivo antiabbandono è equiparato al mancato uso delle cinture di sicurezza o dei sistemi di ritenuta per bambini. Le sanzioni previste dall’articolo 172 del Codice della Strada sono severe e mirano a garantire la massima adesione alla norma.

Chiunque venga sorpreso a trasportare un bambino sotto i quattro anni senza il dispositivo a norma è soggetto a:

  • Una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 83 a 333 euro.
  • La decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.

In caso di recidiva nell’arco di due anni (cioè se si commette la stessa infrazione più di una volta in un biennio), è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da 15 giorni a due mesi.

Come scegliere il dispositivo giusto

La scelta del dispositivo antiabbandono deve tenere conto di alcuni fattori pratici per garantirne l’efficacia e la comodità d’uso. Oltre a verificare la conformità alla legge, è utile considerare:

  • Attivazione automatica: I modelli migliori si attivano automaticamente all’accensione dell’auto o quando il bambino viene seduto, senza richiedere un’azione manuale che potrebbe essere dimenticata.
  • Sistema di allarme a più livelli: Un buon dispositivo dovrebbe prevedere un primo allarme locale (sul telefono o in auto) e un secondo livello di allarme con SMS a numeri di emergenza.
  • Compatibilità: Assicurarsi che il dispositivo sia compatibile con il proprio modello di seggiolino (se di tipo indipendente) e che l’app funzioni correttamente con il sistema operativo del proprio smartphone.
  • Alimentazione: Controllare la durata delle batterie e la presenza di un indicatore di batteria scarica per evitare che il dispositivo smetta di funzionare senza preavviso.

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Di admin