Durante il periodo dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, una delle misure più diffuse per il contenimento del contagio è stata l’obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale, come le mascherine. La violazione di tale obbligo ha comportato l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, comunemente note come multe. Comprendere il quadro normativo e le tutele a disposizione è fondamentale per i cittadini che hanno ricevuto un verbale.

La base normativa delle sanzioni

Le restrizioni e gli obblighi, incluso quello di indossare la mascherina, sono stati introdotti attraverso una serie di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), decreti-legge e ordinanze del Ministero della Salute. A livello locale, anche Regioni e Comuni hanno emanato provvedimenti specifici per gestire situazioni territoriali particolari. La base giuridica per le sanzioni si trovava principalmente nei decreti-legge che convertivano o modificavano le misure di emergenza, stabilendo un quadro sanzionatorio uniforme a livello nazionale per chi non rispettava le regole di contenimento.

A quanto ammontavano le multe

Le sanzioni per chi violava l’obbligo di indossare la mascherina non erano fisse, ma rientravano in una forbice stabilita dalla legge. In generale, la multa prevista andava da 400 a 1.000 euro. Era tuttavia prevista la possibilità di pagare una somma ridotta se il pagamento avveniva entro un breve periodo dalla contestazione. L’importo poteva variare a seconda della normativa specifica in vigore al momento dell’infrazione e delle eventuali ordinanze locali che potevano integrare le disposizioni nazionali.

Quando e dove era obbligatorio l’uso della mascherina

Le regole sull’uso delle mascherine sono cambiate più volte nel corso dell’emergenza, adattandosi all’andamento epidemiologico. Inizialmente facoltative in alcuni contesti, sono diventate progressivamente obbligatorie in molteplici situazioni. Tra i casi più comuni ricordiamo:

  • Nei luoghi chiusi aperti al pubblico, come negozi, supermercati, uffici postali e banche.
  • Sui mezzi di trasporto pubblico, inclusi treni, autobus, metropolitane e aerei.
  • In tutti i luoghi di lavoro in cui non era possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  • All’aperto, specialmente in situazioni di potenziale assembramento o in base a specifiche ordinanze regionali o comunali.
  • In contesti sanitari e socio-assistenziali, come ospedali e Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).

In una fase successiva dell’emergenza, per accedere a determinati servizi e luoghi, è stato inoltre richiesto l’uso di mascherine con maggiore capacità filtrante, come le FFP2.

Cosa fare in caso di multa: pagamento e ricorso

Chi ha ricevuto una multa per non aver indossato la mascherina ha di fronte a sé due strade principali: il pagamento o la contestazione. Il pagamento in misura ridotta, se effettuato entro i termini previsti dal verbale (solitamente 5 giorni), permette di estinguere la sanzione con un importo inferiore. Se si ritiene che la multa sia ingiusta o illegittima, è possibile presentare ricorso.

Le opzioni per contestare la sanzione

Le principali vie per la contestazione di un verbale legato alle normative anti-Covid sono due:

  1. Ricorso al Prefetto: È possibile presentare un ricorso scritto al Prefetto della provincia in cui è stata commessa la violazione, entro 30 giorni dalla notifica del verbale. Nel ricorso è necessario esporre le proprie motivazioni e allegare eventuali prove a sostegno. Il Prefetto può accogliere il ricorso, annullando la multa, oppure respingerlo, emettendo un’ordinanza di ingiunzione di pagamento.
  2. Ricorso al Giudice di Pace: In alternativa al ricorso al Prefetto, è possibile impugnare il verbale direttamente davanti al Giudice di Pace competente per territorio, sempre entro 30 giorni dalla notifica. Questa procedura avvia un vero e proprio procedimento giudiziario.

È importante notare che la situazione normativa è cessata con la fine dello stato di emergenza, ma le multe emesse in quel periodo restano valide e devono essere pagate o contestate secondo le procedure ordinarie.

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Di admin