Il Reddito di Emergenza (REM) è stato un importante strumento di sostegno economico introdotto in Italia per aiutare i nuclei familiari in difficoltà durante la crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia di Covid-19. Previsto dal Decreto Rilancio (dl n. 34/2020), il REM era una misura temporanea destinata a chi non aveva accesso ad altri ammortizzatori sociali. È fondamentale chiarire che questo beneficio non è più in vigore e non è possibile presentare nuove domande.

Cos’era il Reddito di Emergenza e a chi si rivolgeva

Il Reddito di Emergenza era una prestazione economica erogata dall’INPS per supportare le famiglie che si trovavano in una condizione di necessità a causa dell’emergenza epidemiologica. La sua finalità era quella di fornire un aiuto concreto a chi era rimasto escluso da altre forme di sussidio, come la cassa integrazione o le indennità per i lavoratori autonomi previste dal decreto “Cura Italia”.

I destinatari principali erano lavoratori precari, intermittenti, irregolari o coloro che avevano terminato di percepire la NASpI o la DIS-COLL, trovandosi senza alcuna copertura di reddito. La misura era concepita per essere inclusiva, estendendo la protezione anche a categorie di cittadini particolarmente vulnerabili.

I requisiti per accedere al beneficio

Per poter richiedere il Reddito di Emergenza, quando era attivo, il nucleo familiare del richiedente doveva soddisfare specifici requisiti economici e patrimoniali. La verifica di queste condizioni era essenziale per l’approvazione della domanda. I principali criteri erano:

  • Residenza in Italia: il richiedente doveva essere residente nel territorio nazionale al momento della presentazione della domanda.
  • Reddito familiare: il reddito del nucleo familiare, nel mese precedente la richiesta, doveva essere inferiore all’importo del beneficio stesso.
  • Patrimonio mobiliare: il patrimonio mobiliare familiare dell’anno precedente non doveva superare i 10.000 euro. Questa soglia poteva aumentare di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20.000 euro. Il limite era ulteriormente incrementato di 5.000 euro in presenza di un componente con disabilità grave o non autosufficiente.
  • Valore ISEE: l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) doveva essere inferiore a 15.000 euro.

Importo dell’aiuto economico

L’ammontare del REM variava da un minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro mensili, calcolato in base al numero e alla tipologia dei componenti del nucleo familiare, utilizzando una scala di equivalenza. In presenza di familiari con disabilità grave, l’importo massimo poteva raggiungere gli 840 euro.

Le incompatibilità: chi non poteva richiederlo

Il Reddito di Emergenza non era cumulabile con altre misure di sostegno al reddito, per evitare una sovrapposizione degli aiuti. Erano esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui anche un solo componente rientrava in una delle seguenti categorie:

  • Percettori di altre indennità Covid-19 previste dai decreti governativi.
  • Titolari di pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
  • Lavoratori dipendenti con una retribuzione lorda superiore all’importo massimo del REM.
  • Percettori del Reddito di Cittadinanza o di altre misure analoghe.
  • Detenuti o persone ricoverate in istituti di cura di lunga degenza a totale carico dello Stato.

La fine del Reddito di Emergenza: perché non è più attivo

Il Reddito di Emergenza è stato introdotto come misura straordinaria e temporanea. Nel corso del 2020 e del 2021, è stato prorogato più volte attraverso successivi decreti (come il Decreto Sostegni e il Sostegni bis) per continuare a supportare le famiglie durante il protrarsi della crisi.

Tuttavia, con la cessazione dello stato di emergenza nazionale, fissata al 31 marzo 2022, il governo non ha previsto ulteriori rinnovi per la misura. Di conseguenza, il Reddito di Emergenza ha terminato la sua efficacia e non è stato più rifinanziato per il 2022 e per gli anni successivi. Il sistema di welfare si è poi evoluto con l’introduzione di altre riforme, come l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, che hanno modificato il panorama degli aiuti alle famiglie.

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Di admin