L’Anticipo PEnsionistico Sociale, noto come APE Sociale, è una misura di sostegno economico che accompagna determinate categorie di lavoratori verso la pensione di vecchiaia. Sebbene il titolo faccia riferimento a una scadenza passata, è importante sapere che questo strumento è stato oggetto di numerose proroghe nel corso degli anni, rimanendo una possibilità concreta per chi si trova in specifiche condizioni di difficoltà. Comprendere il suo funzionamento attuale è fondamentale per chi si avvicina all’età pensionabile.

Che cos’è l’APE Sociale e come funziona

L’APE Sociale non è una pensione, ma un’indennità erogata dall’INPS a partire dai 63 anni di età (requisito soggetto a periodici adeguamenti) fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. Questo sussidio è destinato a lavoratori che si trovano in situazioni di particolare tutela e che hanno maturato un determinato numero di anni di contributi. L’importo dell’indennità è calcolato in base alla pensione maturata al momento della richiesta, ma non può superare un tetto massimo mensile stabilito per legge, solitamente fissato a 1.500 euro lordi.

Chi sono i beneficiari dell’APE Sociale

La misura è rivolta a categorie di lavoratori ben definite che soddisfano requisiti specifici. Per accedere al beneficio, è necessario appartenere a uno dei seguenti profili:

  • Disoccupati: persone in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che hanno esaurito integralmente la prestazione di disoccupazione (NASpI) da almeno tre mesi.
  • Caregiver: lavoratori che, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.
  • Invalidi civili: soggetti con una riduzione della capacità lavorativa accertata pari o superiore al 74%.
  • Lavoratori addetti a mansioni gravose: coloro che hanno svolto per almeno sei anni negli ultimi sette, o sette anni negli ultimi dieci, una delle professioni considerate particolarmente pesanti e rischiose, il cui elenco è definito dalla normativa.

Requisiti anagrafici e contributivi

Oltre all’appartenenza a una delle categorie tutelate, per accedere all’APE Sociale è necessario possedere precisi requisiti di età e contribuzione. Il requisito anagrafico è generalmente fissato a 63 anni e 5 mesi. I requisiti contributivi, invece, variano in base alla categoria:

  • 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati, caregiver e invalidi civili.
  • 36 anni di anzianità contributiva per i lavoratori che svolgono attività gravose.

Per le lavoratrici madri è prevista una riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. È importante verificare la normativa vigente al momento della domanda, poiché i requisiti possono subire lievi variazioni.

Come presentare la domanda

La procedura per ottenere l’APE Sociale si articola in due fasi. Prima di tutto, il lavoratore deve presentare una domanda di certificazione del diritto alla prestazione. Questa richiesta serve all’INPS per verificare il possesso di tutti i requisiti previsti. Le domande di certificazione devono essere inviate entro scadenze precise durante l’anno (solitamente 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre). Solo dopo aver ricevuto comunicazione positiva dall’INPS, si può procedere con la domanda di accesso vera e propria all’indennità. La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, a condizione che a tale data siano soddisfatti tutti i requisiti e sia cessata l’attività lavorativa.

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Di admin