Le false notizie che ci ‘strillano’
Le false notizie, fake news, non a torto, sono diventate la spina nel fianco dell’informazione.
Argomento cardine anche della 69esima edizione del Prix Italia ospitato in questi giorni a Milano, premio internazionale per il meglio di tv, radio e web. Nel caos di notizie ‘farlocche’ e continue seguenti smentite, di ricerche scientifiche provenienti da ogni parte del mondo che stigmatizzano ormai ogni comportamento umano, contraddicendosi una con l’altra, il lettore comune ha finito col non capirci più nulla. Non trascurando il fatto che troppa informazione finisce per significare nessuna informazione.

Gli addetti ai lavori si sforzano di sterzare con forza verso la realtà, cercando di comunicare, come possono, che occorre verificare le notizie, vangelo d’ogni giornalista che voglia lavorare in maniera onesta.Quando l’informazione, però, diventa auto riferita, notizie false perché costruite addirittura su comunicati stampa non verificati alla fonte, anche il professionista dell’informazione qualche volta deve alzare le mani e confessare di aver fatto da cassa di risonanza ad una bufala. Tutto questo viene discusso in maniera incessante sui social, fonte primaria di notizie false prodotte, in definitiva, dalla necessità di far uscire novità in continuazione, in un mondo che forse produce meno fatti di quelli che servono ai social stessi per autoalimentare un sistema che, partendo dalle news, olia meccanismi pubblicitari di ogni livello, dalla suggestione alla promozione, alla vendita vera e propria.

Fermarsi, sospendere il giudizio, può diventare una buona pratica per tutti. Nella nostra formazione quotidiana o settimanale di una opinione su ciò che accade i social, quali edicole spesso spicce e spicciative, dovrebbero rappresentare una quota bassa di letture. Attraverso i congegni elettronici, invece, o su carta, dovremmo leggere più quotidiani e, soprattutto, periodici d’informazione che approfondendo una notizia sono costretti a ‘lavorarla’ meglio sfrondandola degli aspetti appariscenti utili solo allo ‘strillo’ che deve catturare il lettore per pochi secondi senza farsi carico di trattenerlo con dati plausibili.

L’approfondimento è nemico della falsa notizia anche se qualcuno potrebbe dimostrare che è possibile costruire approfondimenti fake (certo, come no? Vedi in proposito il sito di satira dell’informazione lercio.it). Le notizie false, o che sembrano false in virtù della approssimazione con cui sono redatte, ad un orecchio e ad un occhio esperti non sono difficili da individuare eppure, sia all’esperto che al lettore comune, torna utile il fattore tempo, che nei social è capace soltanto di subire accelerazioni dannose. Prendersi il lusso di aspettare un po’ di tempo affinché la notizia depositi il suo riverbero d’assurdo, di contraddittorio, di iperbolico e attendere che s’aggiungano dettagli che precisino i contorni delle vicende, quali esse siano, può aiutare a leggere meglio l’avvenimento: che si tratti di cronaca nera, bianca, politica, perfino gossip anche se quest’ultimo meriterebbe un discorso a parte perché le sue tecniche di scrittura ‘furbe’ pervadono ormai buona parte dei titoli, degli strilli, almeno sui social. Una distanza temporale può aiutare il formarsi d’una opinione più realistica su ciò che accade senza dover restare agli elementi, a volte ‘forzati’, forniti dallo ‘strillo’.

Ma vuoi vedere che il gossip resiste in quanto parente moderno del pettegolezzo (già studiato dal prof. Eco) che, quando non pernicioso, è un prezioso ‘lubrificante sociale, e le fake in quanto nipoti di quelle ‘incredibili notizie da lontano’ portate una volta dai venditori ambulanti, dai circensi, e dai girovaghi coi pappagalli e i pianeti, che facevano sognare a grandi e bambini incredibili mondi paralleli dove accadeva l’impossibile? (Serena Grizi)



Fonte: CODICI: Le false notizie che ci ‘strillano’

Powered by WPeMatico

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *