Banda ultralarga. Codici ricorre al TAR per il diniego AGCM  Vogliamo massima trasparenza. La FIBRA degli italiani non è un affare tra pochi

La fibra ottica, e quindi la connessione ad internet attraverso la banda ultralarga, è uno degli elementi essenziali per lo sviluppo del Paese

Ma ancora più importante è che venga sviluppata celermente e da parte di una società terza che garantisca l’equilibrio nella gestione e accesso a tutti gli operatori.
A febbraio 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato annunciava l’avvio di un procedimento istruttorio, per possibile violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza, nei confronti di Telecom Italia S.p.A. e Fastweb S.p.A.
Queste ultime avevano sottoscritto un accordo volto alla costituzione di una unica impresa denominata Flash Fiber S.r.l., operante nella promozione e realizzazione di reti infrastrutturali a banda ultra-larga in modalità FTTH, avente lo scopo di realizzare reti in fibra ottica nelle 29 principali città italiane.
Tale procedimento istruttorio veniva avviato in quanto tale accordo sarebbe potuto risultare potenzialmente idoneo a impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza nei mercati nazionali dei servizi di accesso all’ingrosso su rete fissa, e dei servizi al dettaglio di telecomunicazioni a banda larga e ultralarga.
L’intesa in oggetto, infatti, comportando un rilevante coordinamento tra Fastweb e Telecom Italia in scelte strategiche relative alle reti fisse a banda larga e ultra-larga, avrebbe potuto ridurre l’intensità della competizione, considerando che essa coinvolge i due principali operatori verticalmente integrati operanti nel settore.
L’associazione CODICI aveva quindi chiesto di intervenire nel procedimento in rappresentanza dei consumatori, ma l’Autorità ha negato l’intervento con motivazioni pretestuose, probabilmente non gradendo un interessamento su un affare di miliardi di Euro che condizionerà lo sviluppo del nostro Paese.
Lo sviluppo della fibra infatti, non è un affare di pochi e deve avvenire sotto la stretta vigilanza dei consumatori per evitare abusi e speculazioni che porterebbero indietro il nostro Paese.
Per questo il CODICI ha chiesto al TAR un provvedimento d’urgenza.

 

 

Dott.ssa Carla Pillitu,
Ufficio Stampa CODICI
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