L’INPS ha ufficialmente aperto le domande per il Bonus Asili Nido, introducendo una procedura semplificata che mira a rendere l’accesso al contributo più facile e veloce per le famiglie. La novità principale consiste in un meccanismo che, una volta presentata la prima richiesta, la mantiene valida per gli anni successivi fino al compimento del terzo anno di età del bambino, riducendo così gli oneri burocratici per i genitori.

Come funziona la nuova procedura semplificata

La modifica più significativa riguarda la gestione della domanda. A differenza del passato, non è più necessario presentare una nuova richiesta ogni anno. Il genitore che sostiene la spesa per la retta dell’asilo nido deve inviare la domanda una sola volta. Questa resterà attiva fino ad agosto dell’anno in cui il minore compie tre anni.

La richiesta può essere inoltrata esclusivamente online attraverso il portale ufficiale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione e nell’invio.

Ogni anno, i genitori dovranno semplicemente indicare le mensilità per le quali desiderano ottenere il rimborso e caricare la relativa documentazione di spesa (fatture, ricevute, bonifici parlanti) entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento.

Importi e requisiti del Bonus Asilo Nido

L’importo del bonus varia in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare. È fondamentale disporre di un ISEE minorenni in corso di validità per accedere all’importo più favorevole. In assenza di un ISEE valido, verrà erogato l’importo minimo.

  • ISEE fino a 25.000 euro: contributo massimo di 3.000 euro all’anno (circa 272 euro al mese per 11 mensilità).
  • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: contributo massimo di 2.500 euro all’anno (circa 227 euro al mese).
  • ISEE superiore a 40.000 euro o assenza di ISEE: contributo massimo di 1.500 euro all’anno (circa 136 euro al mese).

Per i nuovi nati a partire dal 1° gennaio dell’anno in corso, in famiglie con almeno un altro figlio di età inferiore a 10 anni e un ISEE non superiore a 40.000 euro, l’importo massimo del bonus è stato incrementato a 3.600 euro annui. Questa misura è pensata per offrire un sostegno maggiore alle famiglie con più figli piccoli.

Strutture ammesse e supporto a domicilio

Il contributo è erogabile solo per la frequenza di asili nido, sia pubblici che privati, purché siano autorizzati a erogare servizi educativi per l’infanzia. Rientrano in questa categoria anche i micronidi, le sezioni primavera e altre strutture simili riconosciute a livello regionale.

L’INPS effettua verifiche per accertare che la struttura indicata nella domanda sia regolarmente autorizzata. Per accelerare i tempi di approvazione, è consigliabile chiedere direttamente all’asilo nido i riferimenti precisi della sua autorizzazione e inserirli correttamente nella domanda. Se la struttura non risulta abilitata, il contributo non potrà essere riconosciuto.

È prevista anche una forma di supporto alternativa per i bambini con gravi patologie croniche, certificate dal pediatra, che non possono frequentare l’asilo. In questi casi, il genitore convivente può richiedere un contributo per l’assistenza e il supporto a domicilio.

Guida pratica per i genitori

Per richiedere il Bonus Asili Nido è importante seguire alcuni passaggi fondamentali. Ecco una guida pratica per non commettere errori:

  1. Verificare l’ISEE: Il primo passo è assicurarsi di avere un ISEE minorenni in corso di validità. Questo documento è essenziale per determinare l’importo del bonus a cui si ha diritto.
  2. Presentare la domanda: Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e compilare la domanda online, oppure rivolgersi a un patronato. È necessario indicare i dati del minore e della struttura frequentata.
  3. Allegare i documenti di spesa: Per ogni mensilità di cui si chiede il rimborso, bisogna caricare la documentazione che attesti il pagamento della retta. La scadenza per l’invio di questi documenti è fissata al 31 luglio dell’anno successivo.
  4. Controllare l’accredito: L’INPS eroga il contributo direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente al momento della domanda.

Seguire attentamente questa procedura permette di beneficiare del sostegno economico senza intoppi e di gestire in modo più sereno le spese per l’educazione dei propri figli.

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Di admin