Una recente decisione del Tribunale di Roma ha sollevato forti preoccupazioni tra le associazioni per la tutela dei consumatori, poiché rischia di indebolire le normative italiane contro la pubblicità del gioco d’azzardo. Il provvedimento si basa su un’interpretazione della giurisprudenza europea che potrebbe creare un pericoloso precedente, minando gli sforzi per contrastare la ludopatia e proteggere i cittadini più vulnerabili.
Una lettura controversa delle norme europee
Il nodo della questione risiede nell’interpretazione di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Secondo le critiche sollevate, il Tribunale di Roma avrebbe utilizzato questo riferimento per giustificare una sorta di “espansione controllata” del settore del gioco, un concetto che appare in netto contrasto con l’obiettivo dichiarato dal legislatore italiano ed europeo di limitarne la diffusione.
Questo approccio viola due principi fondamentali del diritto comunitario: coerenza e proporzionalità. Gli Stati membri, infatti, non possono adottare politiche contraddittorie, dichiarando da un lato di voler arginare il fenomeno del gioco d’azzardo e, dall’altro, autorizzando pratiche che ne incentivano la crescita. Una politica di sanità pubblica deve essere sistematica e coerente per essere efficace, altrimenti rischia di perdere ogni credibilità e impatto reale.
Il rischio di svuotare il Decreto Dignità
La decisione del tribunale romano ha un impatto diretto e potenzialmente devastante su una delle principali normative italiane in materia: il Decreto Dignità (D.L. 87/2018). L’articolo 9 di questo decreto ha introdotto un divieto generalizzato di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. L’obiettivo era chiaro: ridurre l’esposizione dei cittadini a messaggi promozionali e contrastare la normalizzazione del gioco d’azzardo.
L’interpretazione del Tribunale, tuttavia, rischia di creare una falla nel sistema. Qualificando alcune comunicazioni come puramente “informative” e non “pubblicitarie”, si apre la porta a una serie di strategie di marketing mascherate. Se questa linea interpretativa dovesse consolidarsi, il divieto potrebbe essere facilmente aggirato.
I principali rischi di questo approccio includono:
- Elusione del divieto di pubblicità: Le aziende del settore potrebbero veicolare messaggi promozionali spacciandoli per semplice informazione su quote, bonus o modalità di gioco.
- Svuotamento della norma: Il divieto previsto dal Decreto Dignità perderebbe gran parte della sua efficacia, diventando una barriera facilmente superabile.
- Legittimazione della promozione indiretta: Verrebbero di fatto autorizzate forme di comunicazione che, pur non essendo spot espliciti, hanno l’evidente finalità di incentivare il gioco.
- Aumento dell’esposizione per i soggetti vulnerabili: I consumatori, inclusi i più giovani e coloro che lottano contro la dipendenza, sarebbero nuovamente esposti a stimoli continui.
Cosa cambia per i consumatori e quali tutele sono a rischio
Le conseguenze di un indebolimento delle norme sulla pubblicità del gioco d’azzardo ricadono direttamente sui consumatori. La lotta alla ludopatia, una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, si basa in gran parte sulla capacità dello Stato di limitare l’offerta e la promozione del gioco. Decisioni giudiziarie che vanno in direzione opposta compromettono anni di lavoro e mettono a repentaglio la salute pubblica.
Per i cittadini, un allentamento dei divieti significa maggiore pressione psicologica e un aumento delle occasioni di contatto con un’offerta potenzialmente pericolosa. La tutela garantita dalla legge verrebbe ridotta, lasciando i consumatori più esposti a pratiche commerciali aggressive. Per questo motivo, le associazioni di categoria hanno già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti, con l’obiettivo di riaffermare la centralità della protezione della salute rispetto agli interessi economici del settore del gioco.
È fondamentale che il quadro normativo, sia a livello nazionale che europeo, venga applicato in modo rigoroso e coerente, senza lasciare spazio a interpretazioni che ne compromettano l’efficacia. La tutela dei consumatori e il contrasto alla dipendenza dal gioco d’azzardo devono rimanere una priorità assoluta.
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