L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha segnalato la crescente diffusione di polizze fideiussorie contraffatte, un fenomeno che rappresenta un grave rischio per cittadini, professionisti e imprese. Queste truffe sfruttano documenti falsi intestati a compagnie assicurative reali ma ignare, lasciando le vittime senza alcuna copertura e con un danno economico significativo.

Il meccanismo della truffa: il caso Berkshire Hathaway

Uno dei casi emblematici segnalati dall’IVASS riguarda l’uso illecito del nome di Berkshire Hathaway European Insurance Dac, un’impresa assicurativa con sede in Irlanda regolarmente abilitata a operare in Italia. I truffatori hanno emesso bozze di polizze fideiussorie intestate a questa compagnia, che però le ha prontamente disconosciute.

Il punto chiave della frode risiede in un dettaglio cruciale: sebbene Berkshire Hathaway sia autorizzata a operare nel ramo Cauzioni, ha dichiarato di non emettere direttamente polizze fideiussorie. I criminali hanno inoltre creato un sito web e indirizzi email falsi, apparentemente riconducibili alla compagnia, per rendere la truffa più credibile e ingannare i consumatori meno attenti.

Cosa sono le polizze fideiussorie e perché sono un bersaglio

Una polizza fideiussoria è un contratto di garanzia. In pratica, una compagnia assicurativa (il fideiussore) si impegna a risarcire un creditore (il beneficiario) nel caso in cui un debitore (il contraente) non adempia ai propri obblighi contrattuali. Questo tipo di garanzia è richiesto in numerosi contesti, tra cui:

  • Appalti pubblici: le imprese devono presentarle per partecipare a gare e garantire la corretta esecuzione dei lavori.
  • Contratti di locazione: possono sostituire il deposito cauzionale.
  • Rimborsi fiscali: sono necessarie per ottenere rimborsi di imposte come l’IVA.
  • Obbligazioni contrattuali tra privati: garantiscono il corretto adempimento di un accordo.

L’obbligatorietà e l’importanza economica di queste garanzie le rendono un bersaglio ideale per i truffatori, che sfruttano la necessità e talvolta l’urgenza dei contraenti di ottenere una polizza valida.

Come difendersi: i controlli essenziali prima di firmare

Per evitare di cadere vittima di una frode, l’IVASS raccomanda di adottare sempre la massima cautela e di effettuare alcune verifiche fondamentali prima di pagare qualsiasi premio. Questi controlli sono semplici e alla portata di tutti.

Verifiche preliminari da non saltare

  1. Controllare l’autorizzazione dell’impresa: Verificare sempre che la compagnia assicurativa sia presente negli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, consultabili sul sito ufficiale dell’IVASS.
  2. Verificare l’intermediario: L’agente o il broker che propone la polizza deve essere iscritto nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi (RUI), anch’esso disponibile sul portale IVASS.
  3. Diffidare di contatti non ufficiali: Controllare che il sito web e l’indirizzo email utilizzati per la comunicazione siano quelli ufficiali della compagnia. L’IVASS pubblica una lista dei siti di imprese e intermediari regolari.
  4. Consultare gli avvisi IVASS: L’Istituto aggiorna costantemente un elenco di avvisi relativi a casi di contraffazione, società non autorizzate e siti internet non conformi. Una rapida consultazione può prevenire una truffa.

Se anche un solo elemento risulta sospetto, è fondamentale interrompere immediatamente la trattativa e non procedere con alcun pagamento.

Cosa fare se si sospetta una truffa

Se si nutrono dubbi sulla validità di una polizza fideiussoria o si teme di essere incappati in un tentativo di frode, è importante agire con prontezza. Non bisogna effettuare il pagamento del premio e, se possibile, è consigliabile contattare direttamente la compagnia assicurativa attraverso i suoi canali di comunicazione ufficiali per chiedere conferma. Segnalare il caso alle autorità competenti è un passo cruciale per contrastare il fenomeno e proteggere altri consumatori.

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Di admin