L’influenza aviaria è una malattia virale che rappresenta una seria minaccia per il settore avicolo e, in determinate circostanze, per la salute pubblica. Con l’avvicinarsi delle stagioni migratorie degli uccelli selvatici, il rischio di focolai aumenta, rendendo indispensabile l’adozione di misure preventive efficaci. In questo contesto, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Commissione europea hanno unito le forze per lanciare un’importante campagna di sensibilizzazione, volta a proteggere il pollame, gli altri animali d’allevamento e le persone.
La campagna #NoBirdFlu per la prevenzione
L’iniziativa, denominata #NoBirdFlu, consiste in un pacchetto di strumenti di comunicazione progettato per aiutare agricoltori, allevatori e chiunque operi a contatto con aziende agricole. L’obiettivo principale è aumentare la consapevolezza sull’importanza di applicare rigorose misure di biosicurezza, in particolare negli allevamenti di piccole e medie dimensioni, che possono essere più vulnerabili. Adottando queste precauzioni, gli allevatori non solo proteggono la salute dei propri animali, ma contribuiscono anche a salvaguardare la stabilità della produzione alimentare, a ridurre le perdite economiche e a minimizzare i rischi per la salute pubblica.
Il pacchetto di strumenti è stato tradotto in tutte le lingue dell’Unione Europea per garantirne la massima diffusione e include materiali pratici e di facile consultazione, come infografiche, poster e contenuti per i social media, pensati per raggiungere in modo capillare le comunità agricole.
Misure di biosicurezza: cosa fare in pratica
La prevenzione è la strategia più efficace per tenere l’influenza aviaria lontana dagli allevamenti. Le misure di biosicurezza sono un insieme di pratiche gestionali e fisiche volte a ridurre il rischio di introduzione e diffusione di agenti patogeni. Ogni persona che interagisce con un’azienda agricola, dal proprietario all’operaio, dal veterinario al fornitore, ha un ruolo cruciale nel mantenere un ambiente sicuro. Ecco le azioni fondamentali raccomandate:
- Controllo degli accessi: Limitare l’accesso all’allevamento solo al personale autorizzato e a veicoli essenziali. Ogni visitatore deve seguire scrupolosamente le procedure igieniche.
- Igiene e disinfezione: Pulire e disinfettare regolarmente attrezzature, veicoli, gabbie e superfici. Prevedere stazioni di disinfezione per calzature e mani all’ingresso delle aree di allevamento.
- Protezione degli animali: Impedire il contatto diretto tra il pollame domestico e gli uccelli selvatici, che sono i principali vettori del virus. Se possibile, tenere gli animali al chiuso o in aree protette da reti.
- Gestione delle risorse: Assicurarsi che mangimi e acqua siano conservati in luoghi protetti e non accessibili alla fauna selvatica.
- Monitoraggio e segnalazione: Controllare quotidianamente la salute degli animali. Qualsiasi sintomo sospetto, come un calo nella produzione di uova, una diminuzione dell’appetito o un aumento anomalo della mortalità, deve essere immediatamente segnalato al veterinario o ai servizi sanitari competenti.
Rischi e impatti dell’influenza aviaria
I focolai di influenza aviaria possono avere conseguenze devastanti. Per gli allevatori, la malattia può significare la perdita di interi stormi di animali, con un impatto economico diretto e significativo. A livello più ampio, un’epidemia può perturbare le catene di approvvigionamento alimentare, causare restrizioni al commercio di prodotti avicoli e danneggiare l’intero settore. Sebbene il rischio di trasmissione del virus all’uomo sia considerato basso, non può essere escluso. Per questo motivo, la prevenzione negli allevamenti è anche una misura di tutela della salute pubblica, volta a ridurre le opportunità che il virus ha di mutare e adattarsi all’uomo.
Cosa devono sapere i consumatori
Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che il consumo di carne di pollame e uova è sicuro, a condizione che vengano rispettate le normali pratiche igieniche e di cottura. Il virus dell’influenza aviaria è sensibile al calore, e una cottura adeguata (con temperature superiori a 70°C) lo inattiva completamente. I consumatori possono quindi continuare ad acquistare e consumare questi prodotti con tranquillità, privilegiando filiere controllate e certificate. La vigilanza e la prevenzione a livello di allevamento rimangono la prima e più importante barriera per garantire la sicurezza di tutta la catena produttiva.
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