Lo spoofing telefonico, la pratica illegale che permette di mascherare il proprio numero di telefono con uno diverso, è da tempo una fonte di truffe e molestie per i consumatori. Per contrastare questo fenomeno, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha introdotto un nuovo regolamento i cui primi effetti iniziano a essere visibili, con milioni di chiamate fraudolente bloccate ogni giorno prima che raggiungano i cittadini.
Come funziona il blocco anti-spoofing di AGCOM
Con la delibera n. 106/23/CONS, l’AGCOM ha imposto agli operatori telefonici l’adozione di misure tecniche per contrastare la falsificazione dell’identificativo del chiamante, noto come CLI (Calling Line Identification). Il meccanismo si concentra principalmente sulle chiamate provenienti dall’estero che utilizzano un numero italiano come mittente per ingannare il destinatario.
Il sistema funziona come un filtro alla frontiera della rete nazionale. Quando una chiamata entra in Italia da una rete internazionale, gli operatori verificano se il numero del chiamante appartiene al piano di numerazione italiano. Se la chiamata proviene dall’estero ma si presenta con un numero fisso italiano, viene bloccata automaticamente. Questa misura è stata introdotta perché è tecnicamente improbabile che una chiamata legittima con un numero fisso italiano provenga da una rete estera.
La prima fase di implementazione ha riguardato i numeri di rete fissa, mentre un successivo intervento è previsto per estendere il blocco anche ai numeri di rete mobile, che rappresentano il prossimo fronte nella lotta a questo tipo di frode.
I primi risultati: milioni di chiamate bloccate
I dati iniziali sull’efficacia delle nuove misure sono incoraggianti. Sulla base dei primi report forniti dagli operatori, il sistema ha portato al filtraggio di circa 43 milioni di chiamate in un periodo di osservazione limitato. Questo si traduce in una media di 1,3 milioni di chiamate di spoofing bloccate ogni giorno.
Questa cifra, sebbene impressionante, rappresenta una quota significativa del traffico telefonico sospetto, arrivando a costituire il 5,74% di tutte le chiamate ricevute dagli italiani nel periodo analizzato. In alcune fasi iniziali, il tasso di chiamate fraudolente ha raggiunto picchi del 60% su determinate rotte di traffico, evidenziando la vastità del problema.
L’analisi dei dati ha inoltre rivelato una tendenza interessante: i tentativi di spoofing subiscono una drastica riduzione durante i fine settimana e i periodi festivi, un andamento coerente con le attività dei call center commerciali, spesso all’origine di queste chiamate.
Cosa cambia per i consumatori e quali rischi rimangono
Il regolamento AGCOM offre uno strumento concreto per proteggere i cittadini, ma è fondamentale rimanere vigili. I truffatori sono noti per la loro capacità di adattare rapidamente le proprie tecniche per aggirare le nuove difese.
Ecco cosa significa in pratica per i consumatori:
- Meno chiamate da finti numeri fissi: Si dovrebbe notare una diminuzione delle chiamate indesiderate o palesemente fraudolente che sembrano provenire da normali numeri di telefono fissi italiani.
- Attenzione ai numeri mobili e internazionali: I criminali potrebbero intensificare l’uso di altre tattiche, come lo spoofing di numeri di cellulare italiani o l’utilizzo di numerazioni internazionali autentiche.
- La truffa si evolve: Lo spoofing è solo un veicolo per la frode. La chiamata bloccata è solo il primo passo. I tentativi di phishing (vishing, via voce), le richieste di dati personali o bancari e altre truffe continueranno attraverso altri canali.
- Riconoscere il pericolo: Lo scopo dello spoofing è guadagnare la fiducia della vittima, facendole credere di parlare con un operatore di banca, un ufficio postale, un corriere o persino le forze dell’ordine, per estorcere informazioni sensibili o denaro.
Le misure adottate da AGCOM rappresentano un passo avanti significativo per la sicurezza delle comunicazioni. Tuttavia, la lotta contro le frodi telefoniche richiede una combinazione di tecnologia, regolamentazione e, soprattutto, consapevolezza da parte degli utenti.
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