Il Tribunale di Milano ha segnato un punto di svolta nella lotta al greenwashing, accogliendo due ricorsi contro pratiche commerciali ingannevoli a tema ambientale. Le decisioni, che coinvolgono aziende dei settori moda e ristorazione, rappresentano una vittoria significativa per la trasparenza e la tutela dei consumatori, stabilendo principi rigorosi per una corretta comunicazione sulla sostenibilità.

Le Pratiche Ingannevoli Sanzionate dal Tribunale

Al centro delle sentenze vi sono i cosiddetti “green claims”, ovvero le dichiarazioni ambientali utilizzate dalle aziende per promuovere i propri prodotti e servizi. Il Tribunale ha stabilito che affermazioni generiche e non verificabili sono illegittime in quanto fuorviano i consumatori. Tra le espressioni giudicate ingannevoli figurano:

  • “Alti standard di sostenibilità”
  • “Impatto zero”
  • “Rispetto dei più elevati standard internazionali”

Queste dichiarazioni, secondo i giudici, non erano supportate da prove concrete e scientificamente verificabili, configurando così una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo. Di conseguenza, il Tribunale ha ordinato alle aziende la rimozione immediata di tutte le comunicazioni contestate, imponendo una penale di 1.000 euro per ogni giorno di ritardo e per ogni singola violazione riscontrata.

Criteri per una Comunicazione Ambientale Corretta

Le ordinanze del Tribunale di Milano non si limitano a sanzionare, ma definiscono anche le linee guida che le aziende devono seguire per una comunicazione ambientale trasparente e veritiera. Per non essere considerata ingannevole, una dichiarazione sulla sostenibilità deve rispettare precisi requisiti:

  1. Chiarezza e Specificità: I messaggi devono essere chiari, specifici, inequivocabili e accurati, evitando ambiguità.
  2. Verificabilità: Le affermazioni devono basarsi su dati veritieri, pertinenti e scientificamente verificabili.
  3. Completezza: È necessario considerare tutti gli aspetti rilevanti del ciclo di vita del prodotto o servizio, senza omettere informazioni importanti.
  4. Pertinenza: I claim devono essere coerenti con la natura del prodotto e i benefici ambientali devono essere reali e significativi.
  5. Comparazioni Corrette: Se si effettuano confronti con altri prodotti, questi devono essere pertinenti, verificabili e basati su dati oggettivi.

Inoltre, è stato affrontato il tema dei marchi “certificativi” non regolamentati da enti pubblici. Il Tribunale ha chiarito che il loro utilizzo è ammesso solo se accompagnato da avvertenze esplicite sul loro carattere privato. Se associati a claim vaghi e suggestivi, diventano strumenti di una pratica scorretta e possono essere vietati.

Cosa Cambia per i Consumatori

Queste sentenze rafforzano i diritti dei consumatori e forniscono strumenti concreti per difendersi dal marketing ambientale ingannevole. I cittadini sono ora più tutelati di fronte a messaggi pubblicitari che sfruttano la crescente sensibilità ecologica per vendere prodotti la cui sostenibilità è solo apparente. La decisione del Tribunale di Milano crea un precedente importante, incoraggiando i consumatori a essere più critici e a pretendere informazioni chiare e verificabili prima di effettuare un acquisto.

Questa vittoria legale rappresenta un segnale forte per tutte le aziende: la sostenibilità non può essere solo uno slogan, ma deve essere un impegno concreto, dimostrabile e comunicato con la massima trasparenza. La lotta al greenwashing è un passo fondamentale per un mercato più equo e per una transizione ecologica autentica.

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Di admin