L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione di 3 milioni di euro a Emme Group Spa, società proprietaria del noto marchio di materassi Marion. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria che ha accertato una pratica commerciale scorretta, articolata in strategie ingannevoli e aggressive, mirata a indurre i consumatori all’acquisto di prodotti a condizioni molto diverse da quelle promesse in televisione.

Le pratiche commerciali scorrette di Marion

Il meccanismo contestato dall’Autorità si sviluppava in due fasi distinte ma collegate, una classica strategia “bait-and-switch” (esca e scambio). La prima fase avveniva in televisione, la seconda direttamente nelle case dei consumatori.

Attraverso frequenti telepromozioni trasmesse sui principali canali nazionali, l’azienda attirava l’attenzione con offerte apparentemente imperdibili. Venivano promessi materassi a prezzi fortemente scontati, spesso accompagnati dalla promessa di omaggi o presunti incentivi fiscali. L’obiettivo primario di questa comunicazione non era tanto vendere il prodotto pubblicizzato, quanto convincere i telespettatori, in molti casi persone anziane e più vulnerabili, a fissare un appuntamento a domicilio con un venditore.

Una volta ottenuta la visita, la strategia cambiava radicalmente. Gli agenti di vendita, secondo quanto ricostruito dall’AGCM, utilizzavano tecniche persuasive e talvolta aggressive. Spesso denigravano le caratteristiche o i tempi di consegna del materasso oggetto della promozione televisiva, presentandolo come inadeguato, per poi spingere il consumatore ad acquistare un modello diverso, di qualità e prezzo notevolmente superiori. Questa pressione psicologica, esercitata in un ambiente domestico, rendeva più difficile per il cliente rifiutare l’offerta.

I dettagli della sanzione Antitrust

L’indagine dell’AGCM ha messo in luce diverse criticità che, sommate, configurano una pratica commerciale scorretta. Tra i punti chiave emersi nel provvedimento sanzionatorio figurano:

  • Prezzi ingannevoli: Le televendite mostravano sistematicamente un prezzo promozionale scontato rispetto a un “prezzo di listino” barrato. L’indagine ha rivelato che tale prezzo di riferimento non risultava essere mai stato applicato, creando così una percezione di convenienza fittizia e sproporzionata.
  • Omissione di informazioni obbligatorie: In violazione delle norme a tutela del consumatore, l’azienda ometteva di indicare il prezzo più basso applicato al prodotto nei 30 giorni precedenti l’inizio della promozione. Questa informazione è cruciale per permettere al consumatore di valutare la reale entità dello sconto.
  • Pressione psicologica e upselling: La tattica di “upselling” aggressivo a domicilio è stata un elemento centrale della contestazione. La visita a casa diventava il momento per indurre all’acquisto di prodotti più costosi, facendo leva sulla fiducia e sulla possibile minor preparazione del consumatore, specialmente se anziano.
  • Danno economico per i consumatori: Il risultato di questa strategia è stato un danno economico concreto. L’azienda ha venduto un numero molto più alto di materassi costosi, con prezzi superiori anche di 3.000 euro rispetto a quelli usati come “esca” nelle telepromozioni.

L’Autorità ha inoltre rilevato che anche le recenti modifiche apportate alle comunicazioni pubblicitarie non sono state sufficienti a sanare i profili di scorrettezza contestati.

Come difendersi dalle televendite ingannevoli

Il caso Marion è un esempio emblematico dei rischi legati alle televendite e alle vendite a domicilio. Per proteggersi da pratiche simili, i consumatori possono adottare alcune precauzioni fondamentali:

  • Diffidare degli sconti eccessivi: Un prezzo barrato con uno sconto altissimo deve sempre far scattare un campanello d’allarme. È buona norma confrontare i prezzi online o in altri negozi per capire il valore reale del prodotto.
  • Non subire la pressione del venditore: Durante una visita a domicilio, il consumatore ha il pieno diritto di prendersi tutto il tempo necessario per decidere. Frasi come “l’offerta scade oggi” sono spesso tecniche per mettere fretta. Non bisogna mai firmare un contratto sotto pressione.
  • Pretendere il prodotto pubblicizzato: Se l’agente sminuisce il prodotto visto in TV per proporne insistentemente un altro, è un chiaro segnale di una pratica commerciale scorretta. È legittimo chiedere di acquistare il prodotto dell’offerta originale.
  • Esercitare il diritto di recesso: Per tutti i contratti conclusi fuori dai locali commerciali (come a casa o online), la legge prevede il diritto di recesso. Il consumatore ha 14 giorni di tempo dalla ricezione del prodotto per comunicare la volontà di restituirlo, senza dover fornire alcuna motivazione e ottenendo il rimborso di quanto pagato.

La sanzione dell’Antitrust a Marion riafferma l’importanza di un mercato trasparente e della tutela dei consumatori, specialmente delle fasce più deboli. È fondamentale che i cittadini siano consapevoli dei propri diritti e segnalino sempre le pratiche commerciali che appaiono scorrette o poco chiare.

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Di admin