L’Assegno Unico e Universale (AUU) rappresenta una delle principali misure di sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Istituito per riordinare e semplificare gli aiuti esistenti, viene erogato mensilmente dall’INPS a milioni di nuclei familiari. I dati statistici pubblicati periodicamente dall’ente previdenziale confermano la vasta portata di questo strumento, con miliardi di euro distribuiti ogni anno per supportare la genitorialità e contribuire alle spese per la crescita dei figli.
Cos’è e a chi spetta l’Assegno Unico Universale
L’Assegno Unico è definito “universale” perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla loro condizione lavorativa (lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati o disoccupati). Ha sostituito diverse misure precedenti, tra cui gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) e le detrazioni fiscali per i figli a carico sotto i 21 anni.
Il beneficio è riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e, a determinate condizioni, anche per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni. Per i figli con disabilità, non è previsto alcun limite di età. La domanda può essere presentata a partire dal settimo mese di gravidanza, garantendo un supporto economico fin dai primi momenti della nuova vita familiare.
Come viene calcolato l’importo
L’importo dell’Assegno Unico non è fisso, ma varia in base alla condizione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). La regola generale è semplice: più basso è l’ISEE, più alto sarà l’importo dell’assegno. Le famiglie che non presentano l’ISEE o che superano la soglia massima stabilita dalla normativa ricevono comunque l’importo minimo garantito per ogni figlio.
Ad esempio, secondo le soglie di riferimento più recenti, l’importo mensile per figlio può variare da un minimo di circa 57 euro per gli ISEE più alti (superiori a circa 45.900 euro) a un massimo di circa 224 euro per gli ISEE più bassi (fino a circa 17.200 euro). A queste cifre base si aggiungono delle maggiorazioni specifiche per determinate situazioni familiari.
Le principali maggiorazioni previste
Per rendere il sostegno più equo e mirato, la normativa prevede degli aumenti dell’importo base in casi specifici. Tra le maggiorazioni più comuni troviamo:
- Famiglie numerose: è previsto un incremento per ogni figlio a partire dal terzo.
- Figli con disabilità: l’importo aumenta in base al grado di disabilità, senza limiti di età.
- Madri giovani: un bonus è riconosciuto per le madri di età inferiore ai 21 anni.
- Genitori lavoratori: una maggiorazione spetta ai nuclei in cui entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro.
- Nuclei vedovili: per un periodo limitato, è prevista una maggiorazione per il genitore rimasto solo con figli a carico.
Diritti dei consumatori e procedure da seguire
Per ottenere l’Assegno Unico è indispensabile presentare una domanda all’INPS. La procedura è interamente telematica e può essere effettuata tramite il portale web dell’istituto, accedendo con le proprie credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato.
È fondamentale presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per ottenere il calcolo dell’ISEE. Senza un ISEE valido, l’INPS erogherà solo l’importo minimo. È quindi un diritto e un dovere del cittadino assicurarsi di avere un ISEE in corso di validità per ricevere l’importo corretto a cui ha diritto. In caso di errori, ritardi nei pagamenti o domande respinte, è possibile chiedere chiarimenti direttamente all’INPS o farsi assistere per tutelare i propri interessi.
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