L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è intervenuta con decisione nel settore dell’influencer marketing, sanzionando due creator per un totale di 65.000 euro e accettando gli impegni di altri quattro. L’indagine, avviata nel luglio 2023, si è concentrata su pratiche commerciali scorrette legate alla promozione di presunti guadagni facili e sicuri, spesso presentate senza la necessaria trasparenza sulla natura pubblicitaria dei contenuti.
Le sanzioni per pratiche commerciali scorrette
L’Autorità ha accertato condotte illecite da parte di due influencer, ritenute particolarmente gravi per il loro potenziale ingannevole nei confronti dei consumatori, specialmente dei più giovani e vulnerabili. Le sanzioni mirano a colpire la diffusione di messaggi che promettono risultati economici irrealistici senza un’adeguata informativa sui rischi e sui costi.
Nel dettaglio, le sanzioni sono state così distribuite:
- Luca De Stefani (noto come Big Luca): è stato sanzionato per 60.000 euro per due distinte pratiche commerciali scorrette. La prima riguarda la promozione enfatica di guadagni facili e sicuri, utilizzando endorsement non verificabili da parte di brand e testate giornalistiche, senza mai specificare la natura pubblicitaria dei messaggi. La seconda pratica contestata è l’aver vantato una popolarità artificiale, basata su follower non autentici e recensioni esclusivamente positive e non verificabili, al fine di accrescere la propria credibilità.
- Michele Leka: ha ricevuto una sanzione di 5.000 euro. La sua pratica scorretta consisteva nel pubblicare video e foto su TikTok offrendo consigli e indicazioni presentati come di facile attuazione per ottenere significativi guadagni, inducendo i consumatori a credere in opportunità di profitto semplici e immediate.
Impegni accettati per altri quattro influencer
Parallelamente, l’AGCM ha chiuso senza accertare infrazioni i procedimenti avviati nei confronti di altri quattro influencer: Luca Marani, Alessandro Berton, Hamza Mourai e Davide Caiazzo. Questi ultimi hanno presentato una serie di impegni concreti volti a rendere la loro attività online più trasparente e conforme alla normativa a tutela dei consumatori.
Gli impegni proposti e accettati dall’Autorità includono:
- L’inserimento di chiari disclaimer per segnalare la natura promozionale di tutti i contenuti pubblicitari.
- La rimozione di ogni espressione che enfatizza la possibilità di ottenere guadagni facili, veloci o privi di rischi.
- La rimozione dei follower non autentici dai propri profili social e l’adozione di strumenti per monitorarne la genuinità.
- L’adeguamento generale della propria attività online alle normative del Codice del Consumo.
Questi interventi si inseriscono in un’azione più ampia dell’Autorità per garantire correttezza e trasparenza nel mercato digitale, un settore in cui la distinzione tra contenuto editoriale e pubblicità è spesso poco chiara.
Come tutelarsi dalle promesse di guadagni facili
Il caso evidenzia i rischi a cui i consumatori sono esposti quando si imbattono in offerte di guadagni facili promosse da influencer. È fondamentale sviluppare un approccio critico e saper riconoscere i segnali di una comunicazione potenzialmente ingannevole. Per proteggersi, è utile prestare attenzione ad alcuni elementi chiave.
Segnali di allarme da non sottovalutare
- Promesse irrealistiche: diffidare sempre di chi garantisce guadagni elevati, sicuri e in poco tempo. Nessun investimento o attività legittima è privo di rischi.
- Mancanza di trasparenza: l’assenza di diciture come “#adv”, “#sponsored” o “in collaborazione con” è un forte campanello d’allarme sulla natura promozionale nascosta di un contenuto.
- Pressione psicologica: fare attenzione ai messaggi che spingono a prendere decisioni affrettate, sfruttando la paura di perdere un’opportunità unica (“offerta limitata”, “ultimi posti disponibili”).
- Popolarità artificiale: un numero sproporzionato di follower o interazioni rispetto alla qualità dei contenuti può indicare l’uso di bot o profili falsi per simulare una credibilità inesistente.
- Informazioni vaghe: se l’influencer non fornisce dettagli chiari sui costi, sulle condizioni del servizio o sui rischi associati, è probabile che ci sia qualcosa da nascondere.
I consumatori hanno il diritto di ricevere informazioni chiare, veritiere e complete prima di effettuare qualsiasi acquisto. Le pratiche commerciali che omettono dettagli rilevanti o presentano informazioni false sono illegali e possono essere segnalate.
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