Un’operazione della Polizia di Stato a Milano ha portato alla luce un caso emblematico di truffa ai danni di una persona anziana, orchestrato da una sedicente cartomante e dai suoi complici. Questo episodio, avviato grazie alla segnalazione di un ufficio postale, accende i riflettori su un fenomeno insidioso che sfrutta la fragilità e la buona fede delle persone in momenti di difficoltà. Comprendere i meccanismi di queste frodi è il primo passo per proteggersi.

Come funzionano le truffe dei cartomanti

Le truffe basate sulla cartomanzia o su presunte pratiche esoteriche seguono quasi sempre uno schema preciso, finalizzato a instaurare un rapporto di dipendenza psicologica con la vittima per ottenere un vantaggio economico. I truffatori non vendono semplici consulti, ma un’illusione di controllo su eventi difficili della vita.

Il meccanismo si sviluppa in diverse fasi:

  • Aggancio della vittima: I truffatori individuano persone in stato di vulnerabilità emotiva, spesso a causa di problemi di salute, difficoltà familiari o solitudine. Fanno leva su queste paure per presentarsi come l’unica soluzione possibile.
  • Costruzione della fiducia: Attraverso un’apparente empatia e l’uso di informazioni generiche, la finta cartomante costruisce un legame di fiducia. La vittima inizia a credere di aver trovato qualcuno in grado di capirla e aiutarla.
  • Escalation delle richieste economiche: Dopo i primi consulti a basso costo, le richieste di denaro aumentano esponenzialmente. Vengono proposti “rituali purificatori”, “interventi energetici” o, come nel caso di Milano, il pagamento di fantomatiche cure mediche per familiari, presentate come indispensabili e urgenti.
  • Creazione di una rete criminale: Spesso la cartomante non agisce da sola. Coinvolge complici, come familiari o finti professionisti (ad esempio operai edili, come nel caso citato), che confermano la narrazione e partecipano attivamente alla frode, rendendo il raggiro più credibile e difficile da smascherare.

I segnali di allarme da non sottovalutare

Riconoscere i segnali di una potenziale truffa è fondamentale per intervenire prima che sia troppo tardi. È importante prestare attenzione a determinati comportamenti che rappresentano veri e propri campanelli d’allarme, sia per sé stessi sia per proteggere parenti o amici più fragili.

Ecco alcuni indicatori di pericolo:

  • Promesse di risultati garantiti: Nessun professionista serio può garantire la guarigione da malattie gravi, la risoluzione di problemi economici o il ritorno di una persona amata. Queste sono promesse irrealistiche finalizzate solo a manipolare.
  • Richieste di denaro ingenti e continue: Se le somme richieste diventano sempre più elevate e vengono giustificate con motivazioni vaghe o emergenze improvvise, è un chiaro segno di frode.
  • Pressione psicologica e minacce: I truffatori spesso ricorrono a minacce velate, prospettando conseguenze terribili (“maledizioni”, “energie negative”) se la vittima non dovesse seguire le loro indicazioni e, soprattutto, non dovesse pagare.
  • Tentativi di isolamento: Un obiettivo comune è allontanare la vittima dalla sua rete di affetti (familiari, amici), poiché questi potrebbero metterla in guardia e far crollare l’impianto della truffa.
  • Segretezza richiesta: Viene spesso imposto alla vittima di non parlare con nessuno dei consulti o dei pagamenti, presentandola come una condizione necessaria per la riuscita dei “rituali”.

Cosa fare per tutelarsi e denunciare

Chiunque si senta vittima di una truffa di questo tipo deve sapere che non è solo e che la legge offre strumenti di tutela. La truffa è un reato e, quando sfrutta la vulnerabilità di una persona, assume contorni ancora più gravi. La prontezza nel segnalare è cruciale, come dimostra il caso di Milano, dove l’intervento è partito dalla vigilanza del personale di un ufficio postale.

Se sospetti di essere finito in una rete di questo tipo, ecco i passi da compiere:

  1. Interrompi immediatamente ogni pagamento: Non cedere a ulteriori richieste, pressioni o minacce. Ogni euro versato alimenta la truffa.
  2. Raccogli tutte le prove possibili: Conserva messaggi, email, ricevute di pagamento, numeri di telefono e qualsiasi altro elemento che possa documentare il rapporto con i truffatori e le somme versate.
  3. Rivolgiti alle Forze dell’Ordine: Presenta una denuncia alla Polizia di Stato (in particolare alla Polizia Postale, se i contatti sono avvenuti online) o ai Carabinieri. Fornisci tutti i dettagli e le prove che hai raccolto.
  4. Cerca supporto: Parlane con persone di fiducia, come familiari o amici. Se ti senti in difficoltà, puoi anche rivolgerti a un’associazione di consumatori per ricevere assistenza e consulenza legale.

È fondamentale non provare vergogna. I truffatori sono abili manipolatori che sfruttano le debolezze umane. Denunciare non solo aiuta a perseguire i colpevoli, ma impedisce anche che altre persone cadano nella stessa trappola.

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