La Consob ha intensificato le sue azioni a tutela dei risparmiatori nel settore delle cripto-attività, applicando per la prima volta i nuovi poteri derivanti dalla normativa europea MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation). Questo regolamento mira a creare un quadro giuridico chiaro e sicuro per gli investimenti in asset digitali, contrastando le operazioni finanziarie abusive e le truffe online.
Applicazione della normativa MiCAR contro le offerte irregolari
In un’azione senza precedenti, l’Autorità di vigilanza ha ordinato il blocco di un sito web che proponeva al pubblico un token di cripto-attività senza aver pubblicato il documento informativo obbligatorio, noto come “white paper”. Questo documento è essenziale perché fornisce agli investitori tutte le informazioni necessarie per valutare consapevolmente il progetto e i rischi associati. L’intervento segna un passo fondamentale nell’applicazione delle nuove regole europee, che impongono requisiti di trasparenza e correttezza agli emittenti di cripto-asset. Oltre a questo caso, la Consob ha recentemente bloccato anche altri operatori che fornivano servizi legati alle criptovalute senza le necessarie autorizzazioni, dimostrando un approccio rigoroso per ripulire il mercato da soggetti non qualificati.
L’allarme sulle “truffe al quadrato”: il finto recupero crediti
La Consob ha inoltre lanciato un importante avvertimento riguardo a un fenomeno fraudolento particolarmente insidioso, definito “truffe al quadrato”. Questa pratica prende di mira persone che sono già state vittime di truffe finanziarie, promettendo loro un falso aiuto per recuperare il denaro perso. I truffatori si presentano come avvocati, consulenti o persino funzionari incaricati dalla stessa Consob, utilizzando illegalmente loghi e segni distintivi delle autorità per apparire credibili. Chiedono un pagamento anticipato per avviare le pratiche di recupero, ma una volta incassata la somma, spariscono senza fornire alcun servizio. Si tratta di un raggiro che sfrutta la vulnerabilità e la speranza delle vittime di recuperare i propri risparmi, aggravando il danno economico e psicologico subito.
Come proteggersi dagli investimenti online non autorizzati
Per evitare di cadere vittima di truffe finanziarie e investimenti abusivi, è fondamentale adottare un comportamento prudente e informato. La Consob raccomanda ai risparmiatori di seguire alcune semplici ma efficaci regole di buon senso prima di effettuare qualsiasi investimento:
- Verificare l’autorizzazione: Controllare sempre che il sito o l’operatore che offre servizi di investimento sia autorizzato a operare in Italia. Gli elenchi degli operatori abilitati sono consultabili sul sito ufficiale della Consob.
- Controllare la documentazione: Per le offerte di prodotti finanziari o cripto-attività, assicurarsi che sia stato pubblicato il prospetto informativo o il white paper. L’assenza di tale documentazione è un grave campanello d’allarme.
- Diffidare delle promesse irrealistiche: Prestare massima attenzione alle offerte che promettono guadagni elevati, rapidi e senza rischi. Nel mondo degli investimenti, un alto rendimento è sempre associato a un alto rischio.
- Consultare gli avvisi ufficiali: Visitare regolarmente la sezione “Occhio alle truffe!” sul sito della Consob, dove vengono pubblicati avvisi e informazioni utili per riconoscere e difendersi dalle iniziative abusive.
L’oscuramento dei siti di intermediazione abusiva
L’attività di contrasto all’abusivismo finanziario prosegue senza sosta. Recentemente, la Consob ha ordinato l’oscuramento di cinque nuovi siti web che offrivano servizi di intermediazione finanziaria senza alcuna autorizzazione. Tra questi figurano “Revolutfx”, Macan Holdings Ltd, “Emeraltrade”, “ITradinFX” e “TSAFGroup”. Con questi ultimi interventi, il numero totale di siti bloccati dalla Consob dal luglio 2019 ha superato quota 1.200, a testimonianza della vastità del fenomeno e dell’impegno costante dell’Autorità per proteggere il mercato e i consumatori.
L’effettivo oscuramento dei siti da parte dei fornitori di connettività internet può richiedere alcuni giorni per motivi tecnici, ma rappresenta un’azione concreta per impedire l’accesso a piattaforme illegali dal territorio italiano.
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