Il Garante per la protezione dei dati personali ha lanciato un chiaro avvertimento sull’uso di software di sorveglianza avanzata, noti come spyware, con un riferimento specifico al sistema “Graphite” sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions Ltd. L’intervento dell’Autorità sottolinea i gravi rischi per la privacy dei cittadini e ribadisce che l’utilizzo di tali strumenti al di fuori dei casi previsti dalla legge costituisce una violazione severamente sanzionata.

Cos’è lo spyware e perché rappresenta un pericolo

Lo spyware è un tipo di software malevolo progettato per infiltrarsi in un dispositivo, come uno smartphone o un computer, al fine di raccogliere informazioni senza il consenso del proprietario. Questi programmi possono operare in modo completamente invisibile, registrando ogni attività dell’utente.

Nel caso specifico di “Graphite”, si tratta di uno strumento di sorveglianza sofisticato, venduto principalmente a enti governativi per finalità di sicurezza e indagine. Le sue capacità possono includere:

  • Accesso a messaggi, email e chat di applicazioni di messaggistica.
  • Ascolto delle telefonate e registrazione dell’audio ambientale tramite il microfono.
  • Accesso alla fotocamera per scattare foto e registrare video.
  • Tracciamento della posizione GPS del dispositivo.
  • Recupero di password, contatti e altri dati personali archiviati.

Il pericolo principale risiede nel potenziale abuso di tali tecnologie. Se utilizzate al di fuori di un rigoroso quadro legale e senza le necessarie autorizzazioni giudiziarie, queste diventano potenti armi per la sorveglianza illegale, minacciando i diritti fondamentali e le libertà personali di chiunque, inclusi giornalisti, attivisti o semplici cittadini.

La posizione del Garante e le sanzioni previste

L’intervento del Garante della Privacy chiarisce che qualsiasi attività di intercettazione di comunicazioni elettroniche che non sia legata a finalità di sicurezza nazionale o di prevenzione e perseguimento di reati deve rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali. L’avvertimento non è rivolto solo a chi sviluppa o vende questi software, ma anche a chiunque li utilizzi o sfrutti le informazioni raccolte illegalmente.

Le conseguenze per chi viola queste norme sono molto pesanti. Il Codice Privacy, in linea con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), prevede sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale annuo. L’Autorità ha inoltre specificato che si riserva di intraprendere ulteriori azioni per identificare i responsabili di eventuali condotte illecite realizzate tramite spyware.

Come proteggersi dai rischi di sorveglianza illegale

Sebbene spyware potenti come Graphite siano solitamente impiegati in attacchi mirati, i consumatori possono adottare buone pratiche di sicurezza per proteggere i propri dispositivi da minacce informatiche più comuni e ridurre i rischi generali.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Mantenere i dispositivi aggiornati: Installare sempre gli ultimi aggiornamenti del sistema operativo e delle applicazioni, poiché spesso contengono correzioni a vulnerabilità di sicurezza.
  • Scaricare app solo da fonti ufficiali: Utilizzare esclusivamente gli store ufficiali (Google Play Store, Apple App Store) per ridurre il rischio di installare software malevolo.
  • Fare attenzione a link e allegati: Non cliccare su link sospetti e non aprire allegati provenienti da mittenti sconosciuti, veicoli comuni di infezione.
  • Controllare le autorizzazioni delle app: Verificare quali permessi richiede un’applicazione prima di installarla e durante il suo utilizzo. Un’app calcolatrice che chiede accesso ai contatti e al microfono, ad esempio, è un segnale di allarme.
  • Utilizzare software di sicurezza: Considerare l’installazione di una soluzione di sicurezza affidabile sul proprio smartphone.

Riconoscere i segnali di un’infezione può essere difficile, ma un improvviso calo della durata della batteria, un consumo anomalo di dati o un surriscaldamento inspiegabile del dispositivo potrebbero meritare un approfondimento.

L’intervento del Garante Privacy sul caso Paragon è un promemoria fondamentale sull’importanza di un controllo democratico e legale sulle tecnologie di sorveglianza per proteggere i diritti di tutti i cittadini.

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Di admin