L’Assegno Unico e Universale (AUU) rappresenta la principale misura di sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Erogato mensilmente dall’INPS, questo strumento ha l’obiettivo di semplificare e potenziare gli aiuti diretti ai nuclei familiari, garantendo un supporto che varia in base alla loro condizione economica.
Cos’è e come funziona l’Assegno Unico Universale
L’Assegno Unico è definito “universale” perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla situazione lavorativa dei genitori (lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati o disoccupati). Il beneficio viene erogato a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 21° anno di età del figlio, a determinate condizioni. Dopo i 18 anni, il figlio deve frequentare un corso di studi, svolgere un tirocinio, avere un lavoro con reddito limitato o essere registrato come disoccupato presso i servizi pubblici per l’impiego.
Questa misura ha sostituito e riordinato una serie di precedenti agevolazioni, come il bonus bebè, il premio alla nascita e gli assegni per il nucleo familiare (ANF), creando un unico strumento più organico e accessibile.
Come viene calcolato l’importo
L’importo dell’Assegno Unico non è fisso, ma viene modulato principalmente in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare. La regola generale è che a un ISEE più basso corrisponde un assegno di importo maggiore. Le famiglie che non presentano l’ISEE o che superano la soglia massima stabilita per legge ricevono comunque l’importo minimo previsto.
Oltre all’ISEE, l’importo finale è influenzato da altri fattori, che possono dare diritto a specifiche maggiorazioni. Queste somme aggiuntive sono pensate per tutelare particolari situazioni di bisogno o per incentivare la partecipazione di entrambi i genitori al mercato del lavoro.
Fattori che determinano l’importo finale
Il calcolo dell’assegno tiene conto di diverse variabili. Le principali sono:
- Valore ISEE: È il fattore primario che determina la fascia di reddito e l’importo base.
- Numero di figli a carico: L’importo cresce per ogni figlio. Sono previste maggiorazioni per le famiglie numerose (dal terzo figlio in poi).
- Età dei figli: L’importo base è più alto per i figli minorenni e si riduce per quelli di età compresa tra 18 e 21 anni.
- Figli con disabilità: Per i figli con disabilità sono previste maggiorazioni significative, senza limiti di età.
- Situazione familiare: Sono previsti incrementi per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori, per le madri di età inferiore ai 21 anni e per le famiglie monogenitoriali in determinate condizioni.
Diritti e tutele: come presentare la domanda
Per ottenere l’Assegno Unico è necessario presentare una domanda all’INPS. La procedura è interamente telematica e può essere effettuata attraverso il portale web dell’Istituto, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato.
È fondamentale disporre di un ISEE in corso di validità per ricevere l’importo corretto in base alla propria situazione economica. La presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), necessaria per il calcolo dell’ISEE, è un passaggio cruciale. In assenza di un ISEE valido, l’INPS erogherà l’importo minimo previsto dalla normativa. È importante rinnovare l’ISEE ogni anno per non subire riduzioni dell’importo.
L’INPS pubblica periodicamente dati statistici sull’erogazione della misura, offrendo un quadro sull’impatto di questo strumento a livello nazionale e sul numero di famiglie e figli beneficiari.
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