Nel corso del 2023, sono stati erogati in Italia 7,6 milioni di bonus sociali per l’energia elettrica e il gas, per un valore complessivo stimato di oltre 2,4 miliardi di euro. Questi dati, emersi dal rapporto di monitoraggio dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), confermano l’efficacia delle misure di sostegno destinate alle famiglie in condizioni di vulnerabilità economica e fisica, potenziate dal Governo per far fronte alla crisi dei prezzi energetici.

L’impatto delle soglie ISEE potenziate

Un fattore determinante per l’aumento dei beneficiari nel 2023 è stato l’innalzamento temporaneo della soglia ISEE per l’accesso ai bonus. Il limite è stato portato a 15.000 euro, e fino a 30.000 euro per i nuclei familiari numerosi (con almeno quattro figli a carico). Questa modifica ha ampliato significativamente la platea degli aventi diritto, con un incremento medio del 22% rispetto all’anno precedente.

L’allargamento delle maglie ha permesso di includere circa 1,5 milioni di famiglie in più per il bonus elettrico e 1 milione per quello del gas. Di seguito i dati principali del 2023:

  • Bonus elettrico per disagio economico: circa 4,58 milioni di famiglie beneficiarie.
  • Bonus gas: circa 3 milioni di famiglie beneficiarie.
  • Bonus elettrico per disagio fisico: quasi 65.000 utenze, con un aumento del 24% rispetto al 2022.

È importante sottolineare che dal 1° gennaio 2024, con la normalizzazione dei prezzi dell’energia, le soglie ISEE sono tornate ai livelli ordinari pre-crisi, riducendo nuovamente la platea dei potenziali beneficiari.

Distribuzione geografica e tipologie di bonus

L’analisi territoriale mostra una distribuzione disomogenea dei bonus. Per il bonus elettrico, il maggior numero di riconoscimenti si concentra nelle regioni del Sud (32,7%), con la Campania che registra quasi il 29% di percettori sul totale delle forniture domestiche regionali. Tuttavia, la crescita più significativa si è verificata in Friuli-Venezia Giulia (+31%), Lombardia, Veneto, Abruzzo e Molise.

Anche per il bonus gas, il Sud presenta il numero più alto di agevolazioni (28,8%), sebbene la Lombardia rimanga la regione con il maggior numero di beneficiari in termini assoluti. La crescita percentuale più marcata ha interessato, oltre alle regioni già citate, anche Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata.

Oltre al bonus per disagio economico, legato all’ISEE, esiste il bonus per disagio fisico. Quest’ultimo è destinato alle famiglie in cui un componente necessita di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita e non è legato al reddito.

Come funzionano i bonus sociali e chi ne ha diritto

I bonus sociali sono sconti applicati direttamente sulle bollette di luce e gas. Il loro obiettivo è ridurre la spesa energetica delle famiglie in difficoltà. Ecco i punti chiave per i consumatori:

  1. Bonus per disagio economico: Viene riconosciuto automaticamente. Non è necessario presentare una domanda specifica. È sufficiente che uno dei componenti del nucleo familiare presenti ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE, se rientra nei limiti previsti dalla normativa. Per il 2024, la soglia ISEE ordinaria è fissata a 9.530 euro, che sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.
  2. Bonus per disagio fisico: A differenza del precedente, questo bonus richiede una domanda specifica al proprio Comune di residenza o a un CAF abilitato. È necessario presentare un certificato della ASL che attesti la necessità di utilizzare apparecchiature elettromedicali salvavita.
  3. Cumulabilità: I due bonus (economico e fisico) sono cumulabili se si possiedono entrambi i requisiti.

Il meccanismo automatico, introdotto nel 2021, si è dimostrato uno strumento efficace per raggiungere un numero maggiore di famiglie, eliminando l’ostacolo della presentazione di una domanda separata.

Le sfide future per la povertà energetica

Nonostante i risultati positivi, rimangono aperte delle sfide. Il presidente di ARERA, Stefano Besseghini, ha evidenziato la difficoltà di intercettare quella fascia di popolazione non classificabile come povera in senso stretto, ma la cui capacità di spesa è fortemente a rischio in caso di improvvisi aumenti dei prezzi. Una delle proposte in discussione è quella di trasferire una parte degli oneri generali di sistema presenti in bolletta alla fiscalità generale, permettendo così di calibrare meglio gli aiuti in base ai livelli di reddito effettivi e contrastare in modo più mirato la povertà energetica.

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Di admin