I risultati del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per l’anno 2022, presentati dal Ministero della Salute, offrono un quadro complesso e disomogeneo della sanità italiana. Mentre alcune regioni dimostrano performance solide, altre mostrano significative difficoltà nel garantire ai cittadini i servizi sanitari fondamentali. Questi dati, raccolti attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), sono cruciali per comprendere le disparità territoriali nell’accesso al diritto alla salute.
Cosa sono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)
I Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano l’insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Garantire i LEA in modo uniforme su tutto il territorio nazionale è un obiettivo primario dello Stato per assicurare l’equità nell’accesso alle cure.
Il monitoraggio avviene attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia, uno strumento che valuta la qualità, l’efficacia e l’appropriatezza dei servizi sanitari regionali. La valutazione si concentra su tre macro-aree fondamentali:
- Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica: include le attività di prevenzione come vaccinazioni, screening oncologici (mammografie, Pap test, ricerca del sangue occulto nelle feci) e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro.
- Assistenza Distrettuale: riguarda i servizi sanitari erogati sul territorio, al di fuori dell’ospedale. Comprende l’assistenza medico-generica, pediatrica, farmaceutica, le visite specialistiche, l’assistenza domiciliare per anziani e persone non autosufficienti e i servizi consultoriali.
- Assistenza Ospedaliera: copre tutte le prestazioni fornite in ambito ospedaliero, dal pronto soccorso ai ricoveri per acuti, dalla riabilitazione alla lungodegenza.
I risultati del monitoraggio 2022: un’Italia a due velocità
L’analisi dei dati del 2022 mostra una netta divisione nel Paese. Per essere considerata adempiente, una Regione deve raggiungere un punteggio minimo di 60 in ciascuna delle tre macro-aree. La situazione che emerge è la seguente.
Regioni con performance sufficienti
Tredici regioni e una provincia autonoma hanno superato la soglia di sufficienza in tutte le aree, dimostrando una capacità complessivamente adeguata di erogare i servizi essenziali. Si tratta di:
- Piemonte
- Lombardia
- Provincia Autonoma di Trento
- Veneto
- Friuli Venezia Giulia
- Liguria
- Emilia Romagna
- Toscana
- Umbria
- Marche
- Lazio
- Puglia
- Basilicata
Regioni con criticità rilevanti
Altre regioni presentano invece punteggi inferiori alla soglia in una o più aree, evidenziando carenze specifiche che possono avere un impatto diretto sui cittadini.
- Valle d’Aosta: risulta l’unica regione con un punteggio insufficiente in tutte e tre le macro-aree di assistenza.
- Calabria, Sicilia e Sardegna: mostrano criticità sia nell’area della prevenzione sia in quella dell’assistenza distrettuale (servizi sul territorio).
- Provincia Autonoma di Bolzano, Abruzzo e Molise: presentano un punteggio sotto la soglia di sufficienza nell’area della prevenzione.
- Campania: la criticità principale riguarda l’area dell’assistenza distrettuale.
Cosa significano questi dati per i consumatori
I punteggi del Nuovo Sistema di Garanzia non sono semplici statistiche, ma indicatori concreti della qualità dei servizi sanitari a cui i cittadini hanno accesso. Un punteggio basso in una determinata area può tradursi in disagi reali e nella negazione di diritti fondamentali.
Ad esempio, una valutazione insufficiente nell’area della prevenzione può significare ritardi nelle campagne di screening oncologico, con conseguenze gravi sulla diagnosi precoce delle malattie. Allo stesso modo, carenze nell’assistenza distrettuale possono comportare lunghe liste d’attesa per visite specialistiche, difficoltà nell’attivare l’assistenza domiciliare per un familiare non autosufficiente o carenza di servizi per la salute materno-infantile.
Queste disparità regionali creano cittadini di serie A e di serie B, costringendo spesso le persone a spostarsi in altre regioni per ricevere cure adeguate, un fenomeno noto come mobilità sanitaria passiva, con costi sociali ed economici significativi.
È fondamentale che i cittadini siano consapevoli di avere diritto a ricevere le prestazioni incluse nei LEA. In caso di ritardi ingiustificati, mancate prestazioni o servizi inadeguati, è possibile e doveroso far valere i propri diritti.
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