L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso la sua istruttoria nei confronti di DR Automobiles S.r.l., irrogando una sanzione di 6 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette. L’indagine, avviata per verificare la trasparenza nella comunicazione commerciale dei veicoli a marchio DR ed EVO, ha accertato due distinte violazioni del Codice del Consumo, relative all’origine delle autovetture e alla gestione del servizio post-vendita.

Comunicazione ingannevole sull’origine delle auto

Il primo punto contestato dall’Antitrust riguarda le informazioni fornite ai consumatori sul luogo di produzione dei veicoli. Secondo l’Autorità, DR Automobiles ha promosso le proprie auto con messaggi che lasciavano intendere una produzione interamente italiana. In realtà, si tratta di veicoli prodotti in Cina, sui quali l’azienda italiana effettua solo operazioni di assemblaggio e finitura marginali.

Questa comunicazione è stata giudicata ingannevole perché ometteva informazioni rilevanti per i consumatori, inducendoli a credere di acquistare un prodotto “Made in Italy”. La provenienza di un’automobile è un fattore che può influenzare significativamente la decisione d’acquisto, essendo spesso associata a determinate aspettative di qualità, affidabilità e standard produttivi. L’AGCM ha ritenuto che la strategia comunicativa dell’azienda potesse alterare le scelte economiche dei clienti, sfruttando in modo improprio l’attrattiva del marchio italiano.

Carenze nel servizio post-vendita e fornitura di ricambi

La seconda pratica sanzionata riguarda gravi carenze nel servizio di assistenza post-vendita e nella disponibilità dei pezzi di ricambio. L’istruttoria ha evidenziato che, contrariamente a quanto promosso, molti consumatori hanno riscontrato notevoli difficoltà nel reperire i componenti necessari per le riparazioni, sia in garanzia che fuori garanzia.

Queste problematiche hanno causato disagi significativi, come lunghi periodi di fermo del veicolo e ritardi ingiustificati nella risoluzione dei guasti. L’inadeguata gestione della catena di approvvigionamento dei ricambi e la scarsa efficienza della rete di assistenza sono state considerate pratiche commerciali aggressive, in grado di ostacolare l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori, come il diritto alla riparazione e alla garanzia legale.

Diritti e tutele per i consumatori

La decisione dell’Antitrust rafforza la tutela dei consumatori nel settore automobilistico, sottolineando l’importanza della trasparenza e della correttezza informativa. I clienti che hanno acquistato un veicolo DR o EVO e ritengono di aver subito un danno a causa di queste pratiche hanno diversi strumenti a loro disposizione.

Ecco alcune azioni che è possibile intraprendere:

  • Documentare ogni problema: È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa all’acquisto, alle comunicazioni con il venditore e alle richieste di assistenza. In caso di guasti, è utile tenere traccia di email, raccomandate e tempi di attesa per le riparazioni.
  • Inviare un reclamo formale: Se si riscontrano ritardi ingiustificati nella fornitura di ricambi o nell’esecuzione di interventi in garanzia, il primo passo è inviare un reclamo scritto tramite PEC o raccomandata alla concessionaria e alla casa madre.
  • Verificare il contratto: Rileggere attentamente il contratto di acquisto e le condizioni di garanzia per verificare gli impegni assunti dal venditore.
  • Richiedere assistenza specializzata: Un’associazione di consumatori può fornire supporto per valutare il caso specifico, comprendere i propri diritti e avviare le azioni più opportune per ottenere un risarcimento o la risoluzione del problema.

La sanzione dell’AGCM rappresenta un precedente importante che ribadisce l’obbligo per le aziende di fornire informazioni complete e veritiere, non solo nella fase di vendita, ma anche per tutto il ciclo di vita del prodotto.

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Di admin