La vicenda della separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi ha portato sotto i riflettori mediatici un tema legale complesso e delicato che riguarda migliaia di famiglie: la reale applicazione del principio di affido condiviso e di parità genitoriale. Al di là dei dettagli del caso specifico, la questione solleva interrogativi importanti su come la giustizia interpreti e metta in pratica le norme a tutela dei figli e del ruolo di entrambi i genitori.

Il Principio dell’Affido Condiviso in Italia

La legge italiana, a partire dal 2006, ha stabilito l’affido condiviso come regime ordinario in caso di separazione. Questo principio sancisce il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, i quali continuano a esercitare congiuntamente la responsabilità genitoriale. L’obiettivo è garantire che le decisioni più importanti per la vita dei figli (istruzione, salute, educazione) siano prese di comune accordo, preservando la centralità di entrambe le figure parentali.

L’affido condiviso non significa necessariamente che il tempo trascorso con ciascun genitore debba essere diviso in modo perfettamente identico. Significa, piuttosto, che entrambi i genitori hanno pari diritti e doveri nella cura e nella crescita dei figli, superando il vecchio modello dell’affido esclusivo a un solo genitore, solitamente la madre.

La Prassi del Collocamento Prevalente e le Sue Criticità

Nonostante il principio dell’affido condiviso sia ormai consolidato, nella pratica giudiziaria emerge spesso la figura del “collocamento prevalente”. Con questa disposizione, il giudice stabilisce che il figlio abbia la sua residenza abituale presso uno dei due genitori, di solito la madre. Sebbene formalmente l’affido resti condiviso, questa prassi può, di fatto, sbilanciare gli equilibri e svuotare di significato il principio di bigenitorialità.

Le critiche sollevate da diverse associazioni e osservatori del diritto di famiglia si concentrano su alcuni aspetti problematici:

  • Svuotamento del ruolo paterno: Il genitore non collocatario rischia di vedere il suo ruolo ridotto a quello di chi vede i figli solo in determinati weekend o periodi di vacanza, con una limitata partecipazione alla quotidianità.
  • Pregiudizio del “favor maternus”: Si contesta che molte decisioni siano ancora influenzate da un pregiudizio culturale, il cosiddetto “favor maternus”, che tende a considerare la madre come la figura genitoriale di riferimento a prescindere da una valutazione concreta delle specifiche capacità di entrambi i genitori.
  • Decisioni aprioristiche: In alcuni casi, il collocamento prevalente viene deciso in via provvisoria senza un’adeguata istruttoria, basandosi su schemi preconcetti piuttosto che su un’analisi approfondita dell’interesse del minore nel caso specifico.
  • Implicazioni economiche: La scelta del genitore collocatario è strettamente legata alla determinazione dell’assegno di mantenimento per i figli, un fattore che può introdurre ulteriori elementi di conflitto tra le parti.

L’Interesse Superiore del Minore: Diritti e Tutele

Al centro di ogni decisione in materia di separazione e affido dovrebbe esserci un unico faro: l’interesse superiore del minore. Questo principio, sancito da convenzioni internazionali e recepito dalla nostra legislazione, impone ai giudici di adottare i provvedimenti che meglio garantiscono il benessere psicofisico, la stabilità e la crescita equilibrata del bambino.

Un’applicazione autentica dell’affido condiviso tutela proprio questo interesse, perché assicura al figlio il diritto di beneficiare dell’apporto educativo, affettivo e materiale di entrambi i genitori. Quando uno dei due ruoli viene sistematicamente ridimensionato senza valide motivazioni legate a incapacità o pregiudizio, è il minore a subire le conseguenze più gravi, vivendo un senso di perdita e vedendo compromesso il suo diritto a una doppia figura di riferimento.

Cosa Fare in Caso di Separazione: Consigli Utili

Affrontare una separazione è un percorso complesso, ma è fondamentale agire con consapevolezza per proteggere i diritti di tutti, specialmente dei figli. Ecco alcuni passaggi importanti:

  1. Informarsi e chiedere supporto legale: Rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia è il primo passo per comprendere i propri diritti e doveri e per impostare una strategia che tuteli l’interesse dei minori.
  2. Privilegiare la mediazione: Ove possibile, la mediazione familiare può aiutare i genitori a trovare accordi condivisi, costruendo un piano genitoriale dettagliato che rispetti le esigenze dei figli e il ruolo di entrambi.
  3. Focalizzarsi sul piano genitoriale: Un buon piano genitoriale non si limita a definire i tempi di permanenza, ma stabilisce le modalità di gestione della vita quotidiana, delle spese, delle vacanze e delle decisioni importanti, promuovendo la collaborazione.
  4. Mantenere il dialogo: Anche nel conflitto, è cruciale sforzarsi di mantenere un canale di comunicazione aperto e rispettoso, focalizzato esclusivamente sul benessere dei figli e non sulle recriminazioni personali.

La discussione pubblica innescata da casi di grande risonanza mediatica può essere un’opportunità per una riflessione seria sulla necessità di prassi giudiziarie che traducano pienamente la parità genitoriale da principio astratto a realtà concreta, per il bene dei figli e della società.

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Di admin