L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto a TIM una sanzione di 2,1 milioni di euro per una pratica commerciale scorretta legata a modifiche unilaterali dei contratti di telefonia mobile. La decisione, scaturita da un’indagine avviata nel 2022, ha stabilito che l’operatore ha illegittimamente aumentato i costi mensili di alcune offerte prepagate senza aver ottenuto il consenso esplicito dei clienti, aprendo la strada alle richieste di rimborso.

La pratica commerciale sanzionata dall’Antitrust

A partire da luglio 2022, TIM ha avviato una manovra commerciale che prevedeva un aumento del costo mensile, fino a 2 euro, per diverse offerte di telefonia mobile prepagata. La modifica veniva comunicata ai clienti tramite SMS e avvisi sul sito web, presentandola come un arricchimento del piano tariffario che includeva Giga aggiuntivi. Tuttavia, l’attivazione di questa nuova opzione, più costosa, avveniva in modo automatico.

Il punto centrale della contestazione dell’Antitrust risiede proprio in questa modalità di attivazione. Invece di richiedere un’adesione volontaria da parte del cliente, TIM ha imposto la modifica, lasciando al consumatore l’onere di esprimere un eventuale rifiuto per mantenere le condizioni precedenti. Questa inversione dell’onere del consenso è stata giudicata una pratica commercialmente aggressiva e contraria ai diritti dei consumatori.

Il principio del consenso esplicito

La decisione dell’AGCM ribadisce un principio fondamentale nella tutela dei consumatori: qualsiasi modifica contrattuale che comporti un costo aggiuntivo deve essere subordinata al consenso espresso e preventivo dell’utente. L’operatore telefonico non può attivare di default servizi a pagamento, nemmeno se giustificati da un presunto miglioramento dell’offerta.

Secondo l’Autorità, TIM avrebbe dovuto proporre l’opzione con Giga aggiuntivi come una scelta facoltativa. In assenza di un’accettazione chiara e inequivocabile, il cliente avrebbe dovuto mantenere il proprio piano tariffario originario senza subire alcun aumento. La sanzione milionaria è la diretta conseguenza della violazione di questo principio di trasparenza e correttezza contrattuale.

Cosa possono fare i consumatori coinvolti

La sanzione dell’Antitrust non solo punisce il comportamento dell’azienda, ma conferma anche il diritto dei clienti danneggiati a ottenere un risarcimento. I consumatori che hanno subito l’aumento unilaterale possono agire per tutelare i propri diritti e recuperare le somme indebitamente pagate.

Ecco i passaggi consigliati per i clienti TIM che ritengono di essere stati coinvolti:

  • Verificare gli addebiti: Controllare le comunicazioni ricevute da TIM e l’estratto conto del proprio credito residuo a partire da luglio 2022 per identificare eventuali aumenti non richiesti.
  • Diritto al rimborso: I clienti hanno il diritto di chiedere la restituzione di tutti gli importi aggiuntivi addebitati senza un preventivo ed esplicito consenso.
  • Presentare un reclamo: Il primo passo è inviare un reclamo formale a TIM, richiedendo il rimborso delle somme e il ripristino delle condizioni contrattuali originali.
  • Richiedere assistenza: In caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente da parte dell’operatore, è possibile rivolgersi a un’associazione di consumatori per ricevere supporto qualificato.

Questo caso evidenzia l’importanza di monitorare attentamente le comunicazioni del proprio operatore telefonico e di non ignorare avvisi di modifica contrattuale, specialmente quando comportano costi aggiuntivi.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin