L’assegno di maternità concesso dai Comuni rappresenta un importante sostegno economico per le neomamme che non beneficiano di altre forme di tutela previdenziale per la maternità. Questa prestazione assistenziale, erogata dall’INPS ma gestita a livello comunale, viene aggiornata annualmente negli importi e nei requisiti di reddito. Per il 2024, sono stati definiti i nuovi valori di riferimento, adeguati all’inflazione.

Cos’è e a chi spetta l’assegno di maternità comunale

L’assegno di maternità dei Comuni, noto anche come “assegno di base”, è una misura pensata per garantire un supporto economico durante i primi mesi di vita del bambino a madri che non hanno una copertura lavorativa o previdenziale. A differenza dell’indennità di maternità per le lavoratrici dipendenti, questo assegno non è legato a contributi versati, ma si basa sulla situazione economica del nucleo familiare.

Per poter accedere al beneficio, è necessario soddisfare specifici requisiti:

  • Beneficiarie: Possono richiederlo le madri, sia biologiche che adottive o in affidamento preadottivo.
  • Cittadinanza e residenza: Spetta alle cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso di un titolo di soggiorno valido. È richiesta la residenza nel Comune a cui si presenta la domanda.
  • Assenza di altre tutele: La richiedente non deve avere diritto ad altre prestazioni di maternità, come l’indennità INPS per lavoratrici dipendenti o autonome, o deve ricevere un’indennità inferiore all’importo dell’assegno stesso. In quest’ultimo caso, può richiedere la differenza.
  • Requisiti economici: Il nucleo familiare deve avere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) che non superi una soglia stabilita ogni anno.

Importi e soglie ISEE per il 2024

L’INPS, con una circolare ufficiale, ha comunicato gli importi e i limiti di reddito validi per le domande relative al 2024. I valori sono stati rivalutati sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT, che per l’anno precedente è stata del +5,4%.

Per il 2024, i parametri di riferimento sono i seguenti:

  • Importo totale dell’assegno: L’importo massimo è pari a 2.020,85 euro.
  • Rata mensile: La prestazione viene erogata in cinque rate mensili, ciascuna di 404,17 euro.
  • Soglia ISEE: Per avere diritto all’assegno in misura piena, il valore dell’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 20.221,13 euro.

Questi importi si riferiscono a nascite, adozioni o affidamenti avvenuti nel corso del 2024. È fondamentale presentare una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata per ottenere un ISEE valido al momento della richiesta.

Come e quando presentare la domanda

La procedura per richiedere l’assegno di maternità comunale è gestita direttamente dal Comune di residenza della madre. È quindi necessario rivolgersi agli uffici dei servizi sociali o all’ufficio competente del proprio municipio per ottenere la modulistica e le informazioni specifiche.

I passaggi principali sono:

  1. Verifica dei requisiti: Assicurarsi di possedere tutti i requisiti anagrafici, di residenza ed economici richiesti.
  2. Presentazione della domanda: La richiesta deve essere presentata al Comune entro il termine perentorio di sei mesi dalla data del parto o dall’ingresso del minore in famiglia (in caso di adozione o affidamento).
  3. Documentazione: Generalmente, è necessario allegare alla domanda una copia del documento di identità, il titolo di soggiorno (per cittadine non comunitarie) e l’attestazione ISEE in corso di validità.

Una volta ricevuta la domanda, il Comune effettua i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni e sulla sussistenza dei requisiti. Se l’esito è positivo, trasmette i dati all’INPS, che provvederà al pagamento diretto alla beneficiaria secondo le modalità indicate (solitamente tramite accredito su conto corrente).

Diritti e tutele per i consumatori e le famiglie

Conoscere questo strumento è un diritto fondamentale per le famiglie, specialmente per quelle più vulnerabili dal punto di vista economico. È importante sottolineare che questo assegno è cumulabile con l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, in quanto si tratta di due misure con finalità diverse.

Se si incontrano difficoltà nella presentazione della domanda o si ritiene che i propri diritti non siano stati rispettati, è possibile chiedere supporto. È essenziale che le amministrazioni comunali forniscano informazioni chiare e accessibili a tutti i cittadini, garantendo un accesso equo alla prestazione.

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Di admin