La tragica scomparsa di una bambina di due anni, avvenuta nel dicembre 2022 presso l’ospedale di Gallipoli, ha sollevato gravi interrogativi sui tempi di attesa e l’adeguatezza delle cure ricevute. La vicenda ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Lecce per fare luce sulle circostanze che hanno portato al decesso e per accertare eventuali responsabilità mediche.

La ricostruzione dei fatti secondo la denuncia

Secondo quanto denunciato dai genitori, la vicenda ha avuto inizio la sera del 26 dicembre 2022, quando la bambina è stata portata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Gallipoli con una febbre molto alta, a 41 gradi. La denuncia descrive un’attesa di circa un’ora e mezza, durante la quale la piccola sarebbe rimasta su un lettino in stato di incoscienza, senza ricevere cure immediate. I genitori sostengono che i medici avrebbero inizialmente minimizzato la gravità della situazione.

Preoccupati per il peggioramento delle condizioni della figlia, i genitori avrebbero insistito per ottenere il trasferimento presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il trasporto sarebbe avvenuto in ambulanza senza un medico a bordo e con un codice verde, indicativo di una situazione non critica. Tuttavia, una volta giunta al nosocomio leccese, alla bambina sarebbe stato assegnato un codice rosso, che segnala la massima urgenza. Nonostante i tentativi dei sanitari, la piccola è deceduta tre giorni dopo, il 29 dicembre. Il referto medico ha indicato come causa della morte un’encefalite fulminante.

Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria

In seguito alla denuncia della famiglia, la Procura della Repubblica di Lecce ha avviato un’indagine per omicidio colposo. L’inchiesta si è concentrata sulla catena di eventi, dalla gestione della paziente al Pronto Soccorso di Gallipoli fino al suo trasferimento. L’obiettivo degli inquirenti è stato accertare se vi siano state negligenze, ritardi diagnostici o errori di valutazione che possano aver compromesso le possibilità di sopravvivenza della bambina.

Nel corso delle indagini preliminari, due medici in servizio presso l’ospedale di Gallipoli sono stati iscritti nel registro degli indagati. Al termine degli accertamenti, la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per entrambi, ipotizzando che un intervento più tempestivo e un corretto inquadramento della patologia avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi. Sarà ora il procedimento giudiziario a dover stabilire la verità e le eventuali responsabilità penali.

Cosa fare in caso di presunta malasanità

Episodi come questo mettono in luce l’importanza per i cittadini di conoscere i propri diritti e gli strumenti a disposizione in caso di dubbi sulla qualità delle cure mediche ricevute. Quando si sospetta un caso di malasanità, è fondamentale agire in modo informato e tempestivo per tutelare i propri interessi.

Ecco alcuni passaggi chiave che un paziente o i suoi familiari possono considerare:

  • Richiedere la cartella clinica: È il primo e più importante documento da ottenere. Contiene tutte le informazioni sul ricovero, gli esami effettuati, le diagnosi e le terapie somministrate. La struttura sanitaria è obbligata a fornirne una copia.
  • Raccogliere tutta la documentazione: Conservare ogni referto, prescrizione o certificato medico relativo al caso può essere cruciale per una futura valutazione.
  • Ottenere un parere medico-legale: Consultare un medico legale specializzato può aiutare a capire se, dal punto di vista scientifico, vi siano stati errori o omissioni da parte del personale sanitario.
  • Presentare una segnalazione: È possibile inviare una segnalazione formale alla Direzione Sanitaria dell’ospedale per evidenziare eventuali disservizi o criticità.
  • Valutare un’azione legale: Se emergono elementi concreti di negligenza o imperizia, si può procedere con una denuncia-querela presso le autorità competenti (Procura della Repubblica o Carabinieri) per avviare un’indagine penale.

Affrontare queste situazioni può essere complesso e doloroso. Rivolgersi a professionisti e associazioni specializzate nella tutela dei diritti del malato può fornire il supporto necessario per orientarsi e ottenere giustizia.

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Di admin