Un caso di malasanità a Taranto si è concluso con il giusto risarcimento per una paziente che aveva subito gravi conseguenze a causa di un intervento chirurgico non riuscito. La vicenda, risalente alla fine del 2019, evidenzia l’importanza di conoscere i propri diritti e le procedure da seguire quando un trattamento medico non produce i risultati sperati e causa un danno.

Il caso: un intervento mandibolare con esito imprevisto

Una donna di Taranto si era rivolta a una struttura sanitaria privata per risolvere alcuni problemi di natura mandibolare. Dopo una visita specialistica, le era stato proposto un intervento chirurgico che prevedeva l’installazione di una protesi ossea. La paziente, fiduciosa nelle indicazioni ricevute, si è sottoposta all’operazione.

Tuttavia, l’esito non è stato quello prospettato. Fin dalle prime fasi del decorso post-operatorio, la donna ha iniziato a lamentare seri problemi, segnale che qualcosa durante la procedura non era andato per il verso giusto. Le complicazioni erano tali da rendere evidente il fallimento dell’intervento.

Le conseguenze e la necessità di un secondo intervento

I problemi seguiti alla prima operazione si sono rivelati così gravi da richiedere un secondo intervento chirurgico, ancora più complesso e invasivo del precedente. I medici sono dovuti intervenire nuovamente per rimuovere le protesi installate in precedenza, asportare i tessuti cicatriziali che si erano formati e, infine, posizionare nuove protesi.

Questo secondo passaggio ha comportato un ulteriore disagio fisico e psicologico per la paziente, allungando i tempi di recupero e aggravando una situazione già difficile. Di fronte a questo scenario, la richiesta di un risarcimento per i danni subiti era un passo inevitabile.

Il percorso per ottenere il risarcimento

Inizialmente, la struttura sanitaria ha negato alla paziente qualsiasi forma di risarcimento. Di fronte a questo rifiuto, la donna ha deciso di avviare un’azione legale per vedere riconosciuti i propri diritti. Il procedimento giudiziario è stato avviato e, come prassi in questi casi, è stata disposta una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU). Si tratta di una perizia eseguita da un esperto nominato dal tribunale per valutare, in modo imparziale, la correttezza dell’operato dei medici e l’esistenza di un nesso causale tra l’intervento e il danno lamentato.

Le conclusioni della CTU si sono rivelate decisive. Sulla base delle evidenze emerse dalla perizia, la clinica ha infine riconosciuto la propria responsabilità, accettando di risarcire la paziente senza attendere la sentenza finale. L’accordo ha coperto non solo il danno subito dalla donna, ma anche le spese legali e i costi dei consulenti tecnici.

Diritti del paziente in caso di errore medico

La vicenda di Taranto è un esempio concreto di come un paziente possa tutelarsi in caso di presunta malasanità. Quando si sospetta di aver subito un danno a causa di un errore medico, è fondamentale agire in modo informato e tempestivo. Ecco i passaggi chiave da seguire:

  • Richiedere la cartella clinica: È il primo documento da ottenere. La cartella clinica contiene tutte le informazioni relative al ricovero, agli esami, all’intervento e alle terapie. Il paziente ha sempre diritto a richiederne una copia integrale.
  • Sottoporre il caso a una valutazione medico-legale: È essenziale che un medico legale, esperto e indipendente, analizzi la documentazione per stabilire se vi sia stata negligenza, imprudenza o imperizia da parte del personale sanitario e se il danno sia una conseguenza diretta di tale condotta.
  • Affidarsi a un supporto legale specializzato: I casi di responsabilità medica sono complessi. È cruciale rivolgersi ad avvocati o associazioni di consumatori con esperienza specifica nel settore, in grado di guidare il paziente attraverso l’iter burocratico e legale.
  • Avviare un tentativo di conciliazione: La legge prevede, per molte controversie di questo tipo, un tentativo obbligatorio di mediazione per cercare di trovare un accordo con la struttura sanitaria e la sua assicurazione prima di procedere in tribunale.

Conoscere questi passaggi è il primo strumento di difesa per ogni cittadino. Agire con consapevolezza permette di affrontare con maggiore efficacia un percorso che può essere complesso, ma che è necessario per ottenere giustizia.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin