Il servizio di certificati anagrafici online, accessibile tramite l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), ha rappresentato una significativa innovazione per semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Tuttavia, una circolare del Ministero dell’Interno di fine 2022 aveva introdotto una limitazione importante: la possibilità di scaricare documenti solo per sé stessi o per i componenti del proprio nucleo familiare. Questa restrizione, pur pensata per tutelare la privacy, ha generato notevoli difficoltà operative per alcune categorie professionali, in particolare per gli avvocati.

La limitazione iniziale e le sue conseguenze pratiche

Con la circolare n. 115 del 31 ottobre 2022, il Ministero dell’Interno aveva chiarito che l’accesso al portale ANPR non consentiva la richiesta di certificati anagrafici per soggetti terzi, ovvero persone non appartenenti al proprio stato di famiglia. Di conseguenza, per ottenere il certificato di residenza di un debitore o l’atto di morte di una controparte, era necessario tornare alle vecchie procedure, recandosi fisicamente presso gli sportelli anagrafici dei singoli Comuni.

Questa limitazione ha avuto un impatto diretto sull’efficienza di molte attività professionali. Gli avvocati, che necessitano frequentemente di tali documenti per atti giudiziari, notifiche, procedure di recupero crediti o pratiche successorie, si sono trovati di fronte a un ostacolo che rallentava il loro lavoro e, di riflesso, l’intero sistema giudiziario. La digitalizzazione promessa dall’ANPR sembrava subire una battuta d’arresto proprio dove avrebbe potuto offrire il massimo supporto.

La reazione del mondo legale e l’evoluzione della normativa

Di fronte a queste difficoltà, le principali rappresentanze dell’avvocatura, tra cui gli ordini di Roma, Milano, Napoli e Palermo, hanno sollevato la questione direttamente al Ministero dell’Interno. La richiesta era chiara: trovare una soluzione che, nel rispetto della normativa sulla privacy, consentisse ai legali di accedere ai dati anagrafici di terzi per finalità di giustizia, come previsto dalla legge.

Il dialogo istituzionale ha portato a un risultato concreto. Nel corso del 2023, è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno, il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale Forense (CNF). Questo accordo ha istituito un canale di accesso dedicato per gli avvocati, permettendo loro di consultare e ottenere certificati dall’ANPR per scopi legati alla loro funzione. La problematica iniziale è stata così superata, bilanciando le esigenze di efficienza della giustizia con la protezione dei dati personali.

Come funziona oggi l’accesso all’ANPR

Attualmente, il sistema ANPR opera su due binari distinti, garantendo servizi sia ai cittadini che ai professionisti autorizzati.

Servizi per i cittadini

Ogni cittadino può accedere gratuitamente al portale ANPR tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS) per scaricare 15 diverse tipologie di certificati anagrafici per sé e per i componenti della propria famiglia. Questi documenti sono emessi con sigillo digitale, hanno piena validità legale e sono esenti da imposta di bollo. I principali certificati disponibili includono:

  • Anagrafico di nascita
  • Anagrafico di matrimonio
  • di Cittadinanza
  • di Esistenza in vita
  • di Residenza (anche AIRE)
  • di Stato civile
  • di Stato di famiglia (anche con rapporti di parentela)
  • di Stato Libero
  • Anagrafico di Unione Civile
  • di Contratto di Convivenza

Servizi per gli avvocati

Gli avvocati iscritti all’albo possono accedere a una piattaforma dedicata per richiedere i certificati anagrafici di terzi, necessari per lo svolgimento di un incarico professionale a scopo di tutela legale. Questo servizio, a differenza di quello per i cittadini, prevede il pagamento di un corrispettivo e richiede la specificazione della finalità giudiziaria della richiesta, garantendo così un uso corretto e tracciato delle informazioni.

Questa evoluzione ha ripristinato la piena funzionalità del sistema, confermando l’ANPR come uno strumento fondamentale per la digitalizzazione del Paese e per l’efficienza dei servizi pubblici e professionali.

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Di admin