La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Questo strumento di tutela previdenziale mira a garantire un sostegno economico ai membri del nucleo familiare, tra cui i figli, che dipendevano economicamente dal defunto. Tuttavia, l’accesso a questo beneficio non è automatico e richiede la presenza di specifici requisiti stabiliti dalla legge.

Chi sono i figli beneficiari della pensione di reversibilità

Il diritto alla pensione di reversibilità è riconosciuto a diverse categorie di figli, a condizione che possiedano determinati requisiti al momento del decesso del genitore. La tutela si estende non solo ai figli nati nel matrimonio, ma anche a una platea più ampia, che include:

  • Figli legittimi o naturali: nati dentro o fuori dal matrimonio.
  • Figli adottivi e affiliati: equiparati a tutti gli effetti ai figli biologici.
  • Figli riconosciuti o giudizialmente dichiarati: il cui status di filiazione è stato formalizzato legalmente.
  • Figli nati da un precedente matrimonio del coniuge superstite: se a carico del genitore defunto.

Questa estensione garantisce una protezione ampia, focalizzata sulla situazione di effettiva dipendenza economica piuttosto che sul solo legame biologico o formale.

I requisiti fondamentali: età, studio e inabilità

Per poter beneficiare della pensione di reversibilità, i figli superstiti devono rientrare in una delle seguenti condizioni al momento della morte del genitore. È fondamentale che, ad eccezione dei minori, risultino “a carico” del defunto.

Figli minorenni

I figli che non hanno ancora compiuto 18 anni hanno diritto automaticamente alla pensione di reversibilità, in quanto la legge presume il loro stato di dipendenza economica dal genitore.

Figli studenti

Il diritto si estende anche dopo la maggiore età per i figli che proseguono gli studi, ma con limiti precisi:

  • Fino a 21 anni: se frequentano una scuola media superiore o professionale.
  • Fino a 26 anni: se iscritti a un corso di laurea universitario e per tutta la durata legale del corso.

Per queste categorie, è indispensabile che al momento del decesso del genitore non svolgano alcuna attività lavorativa retribuita e siano a suo carico.

Figli inabili al lavoro

I figli maggiorenni riconosciuti inabili al lavoro, a prescindere dall’età, hanno diritto alla pensione di reversibilità se erano a carico del genitore al momento del decesso. L’inabilità deve essere totale e permanente, tale da impedire lo svolgimento di un’attività lavorativa proficua.

Il concetto di “vivenza a carico”: cosa significa

Un requisito centrale per i figli maggiorenni (studenti o inabili) è la “vivenza a carico” del genitore defunto. Questo concetto non si limita alla semplice convivenza, ma implica una condizione di dipendenza economica sostanziale e continuativa. Per essere considerato “a carico”, il figlio deve soddisfare due condizioni principali:

  1. Non autosufficienza economica: il figlio non deve disporre di redditi propri sufficienti a garantirgli un’autonomia economica. I limiti di reddito vengono periodicamente aggiornati dall’INPS.
  2. Mantenimento abituale: il genitore defunto doveva provvedere in modo continuativo e significativo al sostentamento del figlio. Questo può essere dimostrato attraverso vari elementi, come il versamento di somme di denaro, il pagamento delle spese per l’istruzione o per le necessità quotidiane.

La convivenza è un forte indizio della vivenza a carico, ma non è un requisito indispensabile. Anche un figlio non convivente può dimostrare di essere stato a carico del genitore.

Nipoti equiparati ai figli: quando spetta il diritto

La legge estende la tutela anche ai nipoti minori del defunto, equiparandoli ai figli. Questo avviene se i nipoti, alla data del decesso del nonno o della nonna, erano a loro totale carico e non erano economicamente sostenuti dai propri genitori. Anche in questo caso, è la dipendenza economica effettiva a determinare il diritto alla prestazione, indipendentemente da un eventuale provvedimento formale di affidamento.

Come funziona la domanda e la decorrenza

La pensione di reversibilità è una prestazione che viene erogata su domanda. L’interessato, o il suo legale rappresentante in caso di minore età o incapacità, deve presentare un’apposita richiesta all’INPS per via telematica. Il diritto alla prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda, purché questa avvenga entro i termini di prescrizione.

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Di admin