La notifica di un verbale per un’infrazione al Codice della Strada deve rispettare tempi precisi per essere valida. Se la multa arriva a casa del cittadino oltre il termine di 90 giorni dalla data dell’accertamento, questa può essere annullata. Un caso frequente di contestazione riguarda i ritardi causati da un presunto indirizzo errato del destinatario. Tuttavia, una recente sentenza ha chiarito che la Pubblica Amministrazione non può giustificare il proprio ritardo adducendo un errore di indirizzo presente nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), se il cittadino ha comunicato correttamente il proprio cambio di residenza.

Il principio: la responsabilità è della Pubblica Amministrazione

Il Codice della Strada, all’articolo 201, stabilisce che la notifica del verbale deve avvenire entro 90 giorni dall’accertamento della violazione. Il mancato rispetto di questo termine perentorio comporta l’estinzione dell’obbligo di pagare la sanzione. La questione diventa complessa quando l’amministrazione tenta di giustificare il ritardo sostenendo di aver spedito il verbale a un indirizzo non aggiornato.

Secondo un principio consolidato in giurisprudenza, e ribadito dal Giudice di Pace di Alessandria in una recente sentenza (n. 478/2022), la responsabilità di garantire la tempestività della notifica ricade interamente sulla PA. Se un cittadino ha adempiuto al proprio dovere comunicando la variazione anagrafica al Comune di residenza, ha fatto tutto ciò che la legge gli richiede. I ritardi burocratici nel trasferimento di tale informazione dal registro anagrafico ad altri archivi pubblici, come il PRA, non possono ricadere sul trasgressore.

In sostanza, è compito dell’ente accertatore attivarsi per reperire l’indirizzo corretto utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, inclusa la consultazione dei registri anagrafici comunali, che hanno prevalenza su altri database.

Il caso della multa per semaforo rosso

Nel caso specifico esaminato dal Giudice di Pace di Alessandria, una conducente aveva ricevuto un verbale per essere passata con il semaforo rosso. La notifica era però avvenuta ben oltre i 90 giorni previsti. L’amministrazione si era difesa sostenendo che l’indirizzo registrato al PRA non era corretto.

La ricorrente, tuttavia, ha potuto dimostrare attraverso un certificato storico di residenza di aver comunicato il suo cambio di indirizzo in data anteriore all’infrazione. Il giudice ha quindi accolto il ricorso, annullando il verbale. La sentenza ha stabilito che il ritardo era imputabile esclusivamente all’inefficienza della Pubblica Amministrazione nel mantenere aggiornati i propri archivi, e non a una negligenza della cittadina.

Cosa fare in caso di notifica tardiva di una multa

Se si riceve un verbale di contestazione oltre il termine di 90 giorni, è possibile agire per far valere i propri diritti. È fondamentale, però, seguire alcuni passaggi precisi per non compromettere l’esito di un eventuale ricorso.

Ecco le azioni consigliate:

  • Verificare le date: Il primo passo è controllare la data dell’infrazione riportata sul verbale e la data in cui è stata ricevuta la notifica. Il calcolo dei 90 giorni parte dal giorno dell’accertamento.
  • Non pagare la multa: Il pagamento della sanzione, anche in misura ridotta, equivale a un’ammissione di colpa e preclude la possibilità di presentare ricorso. Una volta pagato, non è più possibile contestare il verbale per vizi di forma come la notifica tardiva.
  • Raccogliere la documentazione: Se il ritardo è legato a un cambio di residenza, è essenziale procurarsi un certificato storico di residenza presso l’ufficio anagrafe del Comune. Questo documento attesta la data esatta in cui è stata registrata la variazione anagrafica e costituisce la prova principale a propria difesa.
  • Presentare ricorso: Esistono due strade per contestare la multa. La prima è il ricorso al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla notifica. La seconda è il ricorso al Giudice di Pace competente per territorio, da depositare entro 30 giorni dalla notifica.

Agire tempestivamente e con la documentazione corretta è cruciale per ottenere l’annullamento di un verbale notificato in ritardo. La legge tutela il cittadino dalle inefficienze della burocrazia, ma è necessario attivarsi per far valere le proprie ragioni.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin