Quando una malattia professionale già riconosciuta peggiora nel tempo, si parla di aggravamento. Questa condizione dà diritto al lavoratore di richiedere una revisione delle prestazioni economiche e sanitarie fornite dall’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Comprendere la procedura, i propri diritti e le tempistiche è fondamentale per ottenere il giusto indennizzo.

Cos’è la malattia professionale e come si riconosce

A differenza dell’infortunio sul lavoro, che è causato da un evento improvviso e violento, la malattia professionale è una patologia che si sviluppa gradualmente a causa dell’esposizione prolungata a rischi presenti nell’ambiente di lavoro. Questi rischi possono includere agenti chimici, fisici o biologici legati alle mansioni svolte.

Il sistema normativo italiano distingue due principali categorie di malattie professionali:

  • Malattie tabellate: sono patologie elencate in apposite tabelle ministeriali, per le quali il collegamento con l’attività lavorativa è presunto. Se un lavoratore contrae una di queste malattie e svolge una delle lavorazioni a rischio indicate, non ha bisogno di dimostrare il nesso di causa: l’onere della prova spetta all’INAIL, che dovrà eventualmente dimostrare l’assenza di collegamento.
  • Malattie non tabellate: sono tutte le altre patologie non incluse nelle tabelle. In questo caso, è il lavoratore a dover dimostrare che la malattia è stata causata direttamente dall’attività lavorativa svolta.

L’aggravamento della malattia e il danno biologico

Una malattia professionale può evolvere nel tempo, portando a un peggioramento delle condizioni di salute del lavoratore. In questo caso, è possibile presentare una domanda di aggravamento per ottenere una nuova valutazione del proprio stato e, di conseguenza, un adeguamento delle prestazioni economiche riconosciute.

Il parametro di riferimento per la valutazione non è più la vecchia “attitudine al lavoro”, ma il danno biologico. Con questo termine si intende la lesione all’integrità psicofisica della persona, valutata in termini percentuali a prescindere dalla sua capacità di produrre reddito. Un aumento della percentuale di danno biologico può quindi dare diritto a un indennizzo maggiore.

Come richiedere la revisione per aggravamento

La procedura per il riconoscimento dell’aggravamento richiede l’invio di un’apposita domanda all’INAIL. È un percorso ben definito che il lavoratore deve seguire attentamente per far valere i propri diritti. I passaggi principali sono i seguenti:

  1. Presentazione della domanda: L’interessato deve inoltrare una richiesta formale all’INAIL per la revisione della sua condizione.
  2. Certificato medico: Alla domanda va sempre allegato un certificato medico dettagliato che attesti il peggioramento della patologia e lo colleghi alla malattia professionale già riconosciuta.
  3. Visite mediche di controllo: A seguito della richiesta, l’INAIL può convocare il lavoratore per sottoporlo a visite mediche specialistiche. È importante presentarsi a questi controlli, poiché un rifiuto ingiustificato può comportare la sospensione del pagamento della rendita.
  4. Decisione dell’INAIL: L’ente ha 90 giorni di tempo dal ricevimento della domanda per comunicare la sua decisione. In caso di rigetto, il lavoratore ha la possibilità di presentare un ricorso amministrativo e, in un secondo momento, di agire per via giudiziaria.

Tempistiche e scadenze da rispettare

La legge stabilisce termini precisi per la presentazione della domanda di aggravamento. Rispettare queste scadenze è essenziale per non perdere il diritto alla revisione. Le regole principali sono:

  • La prima richiesta di revisione può essere presentata solo dopo che siano trascorsi sei mesi dalla data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta.
  • Se la malattia non ha comportato un’assenza dal lavoro, la prima richiesta può essere inoltrata dopo un anno dalla data in cui si è manifestata la patologia.
  • Le eventuali richieste successive alla prima possono essere presentate a intervalli non inferiori a un anno l’una dall’altra.
  • Il termine massimo per presentare l’ultima domanda di aggravamento è di 15 anni dalla data di decorrenza della rendita iniziale.

Cosa succede se l’aggravamento avviene dopo 15 anni

Esiste una tutela importante per i lavoratori il cui stato di salute peggiora oltre il termine massimo di 15 anni. Se l’aggravamento è direttamente collegato al protrarsi dell’esposizione allo stesso rischio lavorativo che ha causato la malattia originaria, questo viene considerato come una denuncia di nuova malattia.

Questa interpretazione, consolidata da una circolare INAIL, garantisce che il lavoratore non perda il diritto a un indennizzo adeguato, anche se il peggioramento si manifesta a distanza di molti anni. La tutela si applica anche se nel frattempo il lavoratore ha cambiato azienda, purché l’esposizione al rischio sia rimasta la stessa.

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Di admin