Installare un sistema di videosorveglianza per proteggere la propria attività commerciale è un diritto, ma deve essere esercitato nel pieno rispetto della privacy altrui. Quando una telecamera, oltre a monitorare l’area di pertinenza del negozio, inquadra spazi privati come l’ingresso di un’abitazione, si configura una violazione che può costare cara. Un recente provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali ha ribadito questo principio, sanzionando un esercente proprio per questo motivo.

Le regole per la videosorveglianza commerciale

La normativa europea sulla protezione dei dati (GDPR) stabilisce principi chiari che ogni titolare di un’attività commerciale deve seguire nell’installare e utilizzare telecamere di sicurezza. I due pilastri fondamentali sono la minimizzazione dei dati e la trasparenza.

Il principio di minimizzazione impone che le riprese siano strettamente limitate a quanto necessario per raggiungere lo scopo dichiarato, solitamente la sicurezza e la tutela del patrimonio. Ciò significa che l’angolo di visuale della telecamera deve essere circoscritto alle aree di pertinenza dell’esercizio, come l’ingresso, le vetrine o il perimetro immediato. È vietato riprendere in modo esteso aree pubbliche (marciapiedi, strade) e, soprattutto, spazi privati come finestre, balconi o portoni di abitazioni vicine.

Il principio di trasparenza, invece, richiede che le persone siano sempre informate della presenza di un sistema di videosorveglianza prima di entrare nell’area monitorata. Questo obbligo si assolve tramite l’esposizione di appositi cartelli informativi, chiari e ben visibili.

Una sanzione esemplare dal Garante della Privacy

Il caso che ha portato alla sanzione è emblematico. Un cittadino ha presentato un reclamo al Garante lamentando che una telecamera motorizzata, installata da un negozio, riprendeva sistematicamente l’ingresso pedonale e carrabile della sua abitazione. A seguito della segnalazione, le verifiche ispettive hanno confermato la violazione.

La telecamera, a causa del suo movimento ciclico e della sua posizione, non solo inquadrava il marciapiede antistante il negozio, ma anche ampie porzioni della via pubblica e, in modo inequivocabile, gli accessi e le finestre di immobili privati situati anche sul lato opposto della strada. Oltre all’eccessivo angolo di ripresa, è stata accertata la totale assenza di cartelli informativi per avvisare i passanti.

Il Garante ha quindi concluso che il trattamento dei dati personali era illecito, poiché violava sia il principio di minimizzazione che quello di trasparenza. All’esercente è stata comminata una sanzione di 2.000 euro e l’ordine di conformare immediatamente l’impianto, limitando le riprese alle sole aree di stretta pertinenza e installando l’adeguata segnaletica.

Diritti dei cittadini e doveri degli esercenti

È fondamentale che sia i cittadini che gli esercenti conoscano i propri diritti e doveri per garantire un corretto equilibrio tra sicurezza e privacy. Un’installazione non conforme, infatti, non solo espone a multe, ma lede anche i diritti fondamentali delle persone.

Ecco alcuni punti chiave da tenere a mente:

  • Angolo di ripresa: Le telecamere devono inquadrare solo le aree strettamente necessarie alla sicurezza del negozio. Le aree comuni, le strade e le proprietà private devono essere escluse dal campo visivo. Se necessario, si possono utilizzare sistemi per mascherare digitalmente porzioni dell’immagine.
  • Cartelli informativi: È obbligatorio esporre un’informativa chiara e visibile che segnali la presenza delle telecamere. Il cartello deve contenere le informazioni essenziali, come il titolare del trattamento e la finalità delle riprese.
  • Conservazione delle immagini: I dati raccolti devono essere conservati per un periodo di tempo limitato, generalmente non superiore alle 24-48 ore, salvo esigenze specifiche (come richieste dell’autorità giudiziaria) che giustifichino un periodo più lungo.
  • Diritti del cittadino: Chiunque ritenga che una telecamera stia violando la propria privacy, ad esempio riprendendo l’ingresso della propria casa, ha il diritto di segnalare la situazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali, che può avviare un’istruttoria.

La sicurezza è un’esigenza legittima, ma non può diventare un pretesto per un controllo indiscriminato. Rispettare le regole non è solo un obbligo di legge, ma anche un segno di rispetto verso la comunità e i propri clienti, evitando sanzioni e contenziosi.

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Di admin