Il Photored è un dispositivo elettronico sempre più diffuso agli incroci semaforici, progettato per rilevare e sanzionare automaticamente il passaggio dei veicoli con la luce rossa. Conoscere il suo funzionamento, le regole che lo governano e i diritti dei consumatori è fondamentale per comprendere la validità delle multe e sapere come agire in caso di presunte irregolarità.

Cos’è e come funziona un dispositivo Photored

Il Photored è un sistema di sorveglianza che documenta le infrazioni semaforiche attraverso prove fotografiche. Il suo meccanismo si basa su sensori annegati nell’asfalto, posizionati sia prima che dopo la linea di arresto bianca disegnata sulla strada. Il sistema si attiva esclusivamente quando la luce del semaforo è rossa.

Perché la violazione sia valida, il dispositivo deve scattare due fotografie distinte:

  • Il primo scatto immortala il veicolo nel momento in cui le sue ruote anteriori superano la linea di arresto.
  • Il secondo scatto cattura lo stesso veicolo quando si trova già al centro dell’incrocio.

Entrambi i fotogrammi devono mostrare chiaramente la targa del veicolo e la luce rossa del semaforo accesa. Una sola fotografia non è sufficiente a certificare l’infrazione, poiché non dimostra che il veicolo abbia effettivamente proseguito la marcia attraversando l’incrocio.

La durata del giallo: un dettaglio fondamentale

Un elemento cruciale per la legittimità di una multa da Photored è la durata della luce gialla del semaforo. Il Codice della Strada definisce il giallo come un segnale di “preavviso di arresto”, ma non ne specifica una durata minima obbligatoria. Questa lacuna è stata colmata dalla giurisprudenza e da specifiche circolari ministeriali.

È stato stabilito che la durata della luce gialla non può essere inferiore a tre secondi per le strade urbane con un limite di velocità di 50 km/h. Questo intervallo è considerato il tempo minimo necessario per consentire a un conducente di arrestare il veicolo in condizioni di sicurezza, senza dover effettuare una frenata brusca e pericolosa. Una durata inferiore può rendere la multa contestabile, poiché l’automobilista potrebbe non aver avuto il tempo materiale per fermarsi in sicurezza.

Sanzioni e decurtazione dei punti

Il passaggio con il semaforo rosso è una violazione grave, disciplinata dall’articolo 146 del Codice della Strada. Le conseguenze per chi commette questa infrazione sono significative e includono:

  • Sanzione amministrativa: una multa il cui importo varia da 167 a 665 euro.
  • Decurtazione di punti: la perdita di 6 punti dalla patente di guida.
  • Sanzioni aggravate per neopatentati: per chi ha la patente da meno di tre anni, i punti decurtati raddoppiano, arrivando a 12.

In caso di recidiva nel biennio, ovvero se la stessa infrazione viene commessa due volte in due anni, è prevista anche la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.

Verifica e omologazione: cosa deve garantire il Comune

Come ogni strumento di misurazione utilizzato per accertare infrazioni, anche il Photored deve rispettare rigorosi standard di affidabilità. Ogni dispositivo installato deve essere stato preventivamente omologato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’omologazione certifica che quel modello di apparecchio è conforme alle normative vigenti.

Oltre all’omologazione iniziale, il dispositivo deve essere sottoposto a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, solitamente annuali. Questi controlli servono a garantire che lo strumento mantenga nel tempo la sua precisione e il suo corretto funzionamento. Il verbale di contestazione deve riportare gli estremi dell’omologazione e dell’ultima verifica effettuata.

Come tutelarsi: quando è possibile contestare la multa

Se si riceve una multa per passaggio con il rosso rilevata da un Photored, è importante verificare alcuni elementi che potrebbero renderla illegittima. I principali motivi di contestazione includono:

  • Durata del giallo insufficiente: se è possibile dimostrare che la luce gialla è durata meno di tre secondi.
  • Documentazione incompleta: il verbale non riporta i dati relativi all’omologazione del dispositivo o alla sua ultima taratura.
  • Fotogrammi non validi: le foto allegate non sono chiare, non mostrano la targa in modo leggibile o non provano inequivocabilmente il superamento dell’incrocio a semaforo rosso.
  • Mancata verifica periodica: se l’amministrazione non è in grado di provare che l’apparecchio è stato regolarmente controllato e tarato.

In questi casi, è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto per chiedere l’annullamento del verbale.

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Di admin