Il Bonus 200 euro per avvocati e professionisti è stata un’importante misura di sostegno economico introdotta dal Governo nel 2022 per contrastare gli effetti della crisi economica e dell’aumento dei prezzi. Si trattava di un’indennità una tantum, ovvero erogata una sola volta, destinata a specifiche categorie di lavoratori autonomi. È fondamentale precisare che i termini per la presentazione delle domande sono scaduti a novembre 2022, pertanto la misura non è più attiva.

In cosa consisteva il Bonus 200 euro

L’indennità, prevista dal Decreto Legge n. 50/2022 (noto come “Decreto Aiuti”), mirava a offrire un supporto concreto ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie. L’obiettivo era mitigare l’impatto dell’inflazione e del caro energia sul potere d’acquisto di queste categorie, che avevano risentito pesantemente delle turbolenze economiche di quel periodo. Il contributo non era automatico ma richiedeva la presentazione di un’apposita domanda al proprio ente di previdenza.

I requisiti per accedere alla misura

Per poter beneficiare del bonus, i professionisti dovevano soddisfare una serie di requisiti specifici, volti a identificare la platea di destinatari con maggiore necessità di sostegno. La mancanza di anche uno solo di questi criteri precludeva l’accesso all’indennità.

  • Limite di reddito: Aver percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro nel periodo d’imposta 2021.
  • Iscrizione previdenziale: Essere iscritti a una gestione previdenziale obbligatoria, come l’INPS o le casse di previdenza private (ad esempio, Cassa Forense per gli avvocati).
  • Regolarità contributiva: Aver effettuato almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla propria cassa di previdenza entro il 18 maggio 2022.
  • Esclusività: Non essere titolari di pensione e non aver già percepito il bonus ad altro titolo, ad esempio come lavoratore dipendente.
  • Unicità della domanda: Non aver presentato domanda per la stessa indennità presso un altro ente previdenziale.

L’integrazione da 150 euro per i redditi più bassi

Successivamente, il “Decreto Aiuti-ter” (D.L. n. 144/2022) ha introdotto un’ulteriore integrazione, cumulabile con la prima. Si trattava di un bonus aggiuntivo di 150 euro, destinato ai professionisti che, oltre a rispettare i requisiti precedenti, avevano conseguito nel 2021 un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro. In questo modo, i professionisti con i redditi più bassi potevano arrivare a percepire un’indennità totale di 350 euro.

La procedura di richiesta, oggi non più disponibile

La finestra temporale per la presentazione delle domande era stata fissata dalle ore 12:00 del 26 settembre 2022 alle ore 12:00 del 22 novembre 2022. I professionisti, inclusi gli avvocati, dovevano inoltrare la richiesta esclusivamente per via telematica attraverso i portali online dei rispettivi enti di previdenza. Ad esempio, gli avvocati dovevano utilizzare la piattaforma di Cassa Forense, mentre altri professionisti si rivolgevano all’INPS o alla propria cassa di appartenenza. La procedura richiedeva la compilazione di un’autodichiarazione che attestasse il possesso dei requisiti e l’indicazione delle coordinate bancarie per l’accredito. L’erogazione avveniva seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande ammesse.

Diritti e tutele del consumatore

Sebbene il bonus non sia più richiedibile, i professionisti che ritengono di aver avuto diritto all’indennità ma di non averla ricevuta possono verificare la propria posizione consultando l’archivio delle comunicazioni del proprio ente previdenziale relative al periodo 2022-2023. Eventuali contestazioni su mancate erogazioni sono oggi di difficile gestione, data la natura conclusa della misura. Per difficoltà economiche attuali, è consigliabile informarsi sulle nuove misure di sostegno al reddito eventualmente introdotte da normative più recenti, poiché i bonus e le agevolazioni sono in continua evoluzione.

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Di admin