La fecondazione eterologa è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) che permette a una coppia di avere un figlio utilizzando gameti (ovociti o spermatozoi) provenienti da un donatore esterno. In Italia, questa procedura è legale e regolamentata, offrendo una soluzione a coppie che affrontano specifiche condizioni di infertilità, sterilità o rischio di trasmissione di malattie genetiche.
Quando si può ricorrere alla fecondazione eterologa
L’accesso alla fecondazione eterologa è consentito in situazioni mediche accertate che impediscono il concepimento con i gameti della coppia. Sebbene ogni caso venga valutato singolarmente da un’équipe medica, le condizioni principali che giustificano il ricorso a questa tecnica includono:
- Infertilità o sterilità assoluta: Quando uno dei due partner ha una diagnosi di sterilità o infertilità irreversibile che non può essere risolta con altre terapie mediche o chirurgiche.
- Rischio di malattie genetiche: Le coppie fertili, ma portatrici di gravi malattie genetiche trasmissibili alla prole, possono accedere alla PMA di tipo eterologo per evitare di trasmettere la patologia.
- Scarsa qualità dei gameti: In casi di ripetuti fallimenti di cicli di fecondazione omologa (con i gameti della coppia) dovuti a una qualità non adeguata di ovociti o spermatozoi.
- Età materna avanzata: Una ridotta riserva ovarica o una scarsa qualità ovocitaria legata all’età può essere un’indicazione per la donazione di ovociti.
- Abortività ripetuta: Se una coppia ha avuto aborti spontanei ricorrenti riconducibili a problemi legati ai gameti, la donazione può rappresentare una soluzione.
Come funziona il percorso in Italia
Il quadro normativo italiano in materia di procreazione assistita è definito dalla Legge 40 del 2004. Inizialmente, questa legge vietava la fecondazione eterologa, ma due importanti sentenze della Corte Costituzionale (la n. 162/2014 e la n. 96/2015) hanno rimosso tale divieto, rendendo la pratica legittima e accessibile. Oggi, il percorso prevede una serie di passaggi medici e burocratici per garantire la tutela di tutti i soggetti coinvolti.
Le tecniche utilizzate
Le procedure di fecondazione eterologa si basano principalmente su tecniche di fecondazione in vitro. Le più comuni sono:
- Inseminazione intrauterina (IUI): Utilizzata in caso di donazione di seme, consiste nell’introdurre il liquido seminale del donatore direttamente nella cavità uterina della donna durante il periodo fertile.
- Fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni (FIVET): Prevede la fecondazione in laboratorio degli ovociti (della partner o di una donatrice) con gli spermatozoi (del partner o di un donatore). Gli embrioni ottenuti vengono poi trasferiti nell’utero della donna.
- Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI): Una variante della FIVET in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno dell’ovocita per favorire la fecondazione. È una tecnica molto utilizzata per la sua alta efficacia.
Chi può accedere e quali sono i requisiti
Per poter accedere ai percorsi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, la legge italiana stabilisce requisiti precisi per la coppia richiedente. È necessario che i due partner:
- Siano maggiorenni.
- Siano di sesso diverso.
- Siano sposati o conviventi in modo stabile e documentabile.
- Siano entrambi viventi.
- Siano in età potenzialmente fertile (il limite di età per la donna può variare a seconda delle normative regionali e delle valutazioni dei singoli centri).
Prima di iniziare il percorso, la coppia deve sottoporsi a una serie di esami clinici e consulenze psicologiche per confermare l’idoneità e la consapevolezza della scelta.
La donazione di gameti: regole e tutele
La donazione di gameti in Italia è un atto volontario, anonimo e gratuito. Il sistema è regolato da norme severe per garantire la massima sicurezza e trasparenza. I donatori sono sottoposti a rigorosi controlli medici per escludere la presenza di malattie infettive o genetiche.
Le principali regole per i donatori sono:
- Età: Le donne possono donare ovociti tra i 20 e i 35 anni, mentre gli uomini possono donare spermatozoi tra i 18 e i 40 anni.
- Anonimato: La donazione è anonima. Né la coppia ricevente né il bambino nato potranno conoscere l’identità del donatore, e viceversa.
- Limite di nascite: Per evitare problemi di consanguineità, da ogni donatore non possono nascere più di dieci bambini sull’intero territorio nazionale.
Costi della fecondazione eterologa: Servizio Sanitario e privato
La fecondazione eterologa è inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il che significa che è garantita dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Le coppie che si rivolgono a una struttura pubblica pagano un ticket, il cui importo può variare notevolmente da una Regione all’altra. Le liste d’attesa nel settore pubblico possono essere lunghe.
In alternativa, è possibile rivolgersi a cliniche private specializzate. In questo caso, i tempi di attesa sono generalmente molto più brevi, ma i costi sono interamente a carico della coppia e possono ammontare a diverse migliaia di euro, a seconda della tecnica utilizzata e delle prestazioni richieste.
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