L’utilizzo del Green Pass di un’altra persona per accedere al luogo di lavoro costituisce una violazione grave, tale da giustificare il licenziamento per giusta causa. Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli con una sentenza che, sebbene legata al contesto dell’emergenza sanitaria passata, fissa un principio sempre attuale sulla rottura del vincolo di fiducia tra dipendente e datore di lavoro.

Il caso: Green Pass altrui per aggirare i controlli

La vicenda esaminata dai giudici riguarda un addetto mensa con contratto a tempo indeterminato. Il lavoratore, consapevole di avere il risultato del tampone scaduto e non essendo vaccinato, ha tentato di entrare in azienda esibendo al personale di vigilanza il Green Pass intestato a un’altra persona. L’addetto alla sicurezza, notando la discrepanza tra il nome sul certificato e l’identità del dipendente, ha bloccato l’accesso. Di fronte alla scoperta, il lavoratore si è allontanato senza fornire spiegazioni, contattando solo in un secondo momento il suo responsabile per riferire genericamente di “problemi con il Green Pass”.

La sentenza: la fiducia come pilastro del rapporto di lavoro

Il Tribunale ha respinto il ricorso del lavoratore, confermando la legittimità del licenziamento. La decisione si fonda su un principio cardine del diritto del lavoro: il vincolo fiduciario. Secondo i giudici, la condotta del dipendente non è una semplice infrazione, ma un atto deliberato che ha irrimediabilmente compromesso la fiducia che il datore di lavoro deve poter riporre nei suoi collaboratori. Presentare un documento altrui, mentendo sulla propria condizione per eludere le regole aziendali, viola i doveri di correttezza e buona fede che sono alla base di ogni rapporto di lavoro. La sentenza ha inoltre chiarito che la necessità di salvaguardare la salute pubblica durante la pandemia giustificava le misure adottate, rendendo inaccettabile la difesa del lavoratore basata su una presunta compressione dei diritti.

Conseguenze per i lavoratori: cosa si rischia

Il caso specifico offre importanti spunti di riflessione. Tentare di aggirare i controlli aziendali, specialmente quelli legati alla sicurezza e alla salute, può avere conseguenze molto serie. È fondamentale comprendere che tali comportamenti non sono considerati semplici leggerezze.

  • Licenziamento per giusta causa: È la sanzione più grave e comporta l’interruzione immediata del rapporto di lavoro, senza diritto al preavviso o alla relativa indennità.
  • Perdita dell’indennità di disoccupazione: Il licenziamento per giusta causa può influire sull’accesso all’indennità NASpI, poiché la cessazione del rapporto è dovuta a una colpa grave del lavoratore.
  • Violazione degli obblighi contrattuali: Il lavoratore è tenuto a rispettare i doveri di diligenza e fedeltà, che includono il rispetto delle regole aziendali e delle normative vigenti.
  • Rischi per la sicurezza collettiva: Eludere i controlli sanitari mette a rischio non solo la propria salute, ma anche quella dei colleghi, minando l’obbligo del datore di lavoro di garantire un ambiente sicuro.

Sebbene l’obbligo di Green Pass sia stato superato, il principio affermato da questa sentenza resta un riferimento cruciale. La trasparenza e la correttezza sono elementi essenziali del rapporto di lavoro. Qualsiasi tentativo di ingannare il datore di lavoro su questioni rilevanti può essere interpretato come una rottura insanabile del legame di fiducia, legittimando il provvedimento espulsivo.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin