La proprietà di un cane comporta doveri e responsabilità legali precise, la cui violazione può avere conseguenze significative. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito questo principio, confermando la condanna per il reato di lesioni personali a carico del proprietario di un pastore tedesco che, dopo essere fuggito da un recinto, aveva morso una minore. Questo caso serve come un importante promemoria sull’obbligo di custodia e sulle tutele previste per le vittime di aggressioni.

Il caso specifico: la sentenza della Cassazione

La vicenda giudiziaria ha origine da un episodio in cui un cane di razza pastore tedesco, uscito da un’area recintata, ha raggiunto una bambina che si trovava presso una fermata dell’autobus e l’ha morsa, causandole lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Il proprietario dell’animale è stato condannato in primo e secondo grado per lesioni personali colpose, con una multa di 309 euro.

L’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che le testimonianze a suo carico non fossero decisive, in quanto nessuno dei testimoni (la madre della vittima, un operatore sanitario e un Maggiore della Polizia Municipale) aveva assistito direttamente al momento dell’aggressione. La Suprema Corte ha tuttavia respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. I giudici hanno ritenuto la motivazione delle sentenze precedenti lineare e coerente, e le dichiarazioni dei testimoni pienamente credibili e attendibili. La responsabilità dell’imputato è stata confermata sulla base di elementi fattuali convergenti, tra cui la descrizione del luogo, la presenza di una recinzione con un’apertura e l’identificazione dei cani, uno dei quali dotato di microchip, come appartenenti all’imputato.

La responsabilità del proprietario: un obbligo civile e penale

La sentenza evidenzia un principio fondamentale del nostro ordinamento: il proprietario di un animale è sempre responsabile del suo comportamento e dei danni che può causare a terzi. Questa responsabilità si manifesta su due fronti principali.

  • Responsabilità Penale: Quando un cane provoca lesioni a una persona, il proprietario può essere accusato del reato di lesioni personali colpose. La colpa risiede proprio nell’omessa custodia, ovvero nel non aver adottato tutte le precauzioni necessarie per prevenire l’evento. Non è necessario che il proprietario abbia voluto l’aggressione; è sufficiente la negligenza nella sorveglianza dell’animale.
  • Responsabilità Civile: Oltre alle conseguenze penali, il proprietario è tenuto a risarcire tutti i danni subiti dalla vittima. Ciò include non solo le spese mediche, ma anche il danno biologico (lesione permanente all’integrità fisica), il danno morale (la sofferenza interiore) e qualsiasi altro pregiudizio economico derivante dall’incidente. Questa forma di responsabilità è quasi oggettiva: il proprietario risponde dei danni a meno che non riesca a provare il “caso fortuito”, ovvero un evento imprevedibile e inevitabile che ha causato l’incidente.

Cosa fare in caso di aggressione da parte di un cane

Essere vittima di un’aggressione da parte di un cane è un’esperienza traumatica. È fondamentale sapere come agire per tutelare la propria salute e i propri diritti. Ecco i passi consigliati da seguire:

  1. Mettersi in sicurezza e ricevere cure mediche: La priorità assoluta è la salute. È indispensabile recarsi immediatamente al Pronto Soccorso per ricevere le cure necessarie e ottenere un referto medico. Questo documento è una prova fondamentale per attestare le lesioni subite e la prognosi.
  2. Identificare il cane e il proprietario: Se possibile, è cruciale identificare l’animale e risalire al suo proprietario. Raccogliere informazioni come razza, taglia, colore del cane e, se presente, i dati anagrafici del proprietario è un passo essenziale.
  3. Segnalare l’accaduto alle autorità: L’aggressione deve essere formalmente denunciata. Ci si può rivolgere alla Polizia Locale, ai Carabinieri o direttamente ai servizi veterinari dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente per territorio. La denuncia avvia l’iter legale e amministrativo necessario.
  4. Cercare testimoni: La presenza di testimoni può rafforzare significativamente la propria posizione. È importante raccogliere i dati di contatto di chiunque abbia assistito all’evento e possa confermare la dinamica dei fatti.
  5. Richiedere il risarcimento dei danni: Per ottenere il giusto risarcimento per tutti i danni subiti, è consigliabile affidarsi a un esperto. Un’associazione di consumatori o un legale possono fornire l’assistenza necessaria per quantificare il danno e avviare la richiesta formale al proprietario del cane o alla sua eventuale assicurazione.

La decisione della Cassazione non è un caso isolato, ma la conferma di un orientamento consolidato che pone in capo a chi possiede un animale un dovere di vigilanza costante e attivo. La custodia non è solo un atto d’amore verso il proprio animale, ma un preciso obbligo di legge per garantire la sicurezza di tutti.

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Di admin