Il disturbo causato dai cani del vicino può andare oltre il semplice fastidio, arrivando a compromettere la salute e il benessere psicofisico. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 23408/2022) ha ribadito un principio fondamentale: chi subisce danni alla salute a causa dei continui guaiti e ululati degli animali altrui ha diritto a un risarcimento. Questa decisione chiarisce i confini tra la normale tollerabilità e un illecito che danneggia i diritti della persona.

Il caso: disturbo notturno e danno alla salute

La vicenda legale ha origine dalla denuncia di un cittadino esasperato dai due cani dei vicini. Gli animali, tenuti su un terrazzo e in un’area comune, abbaiavano e guaivano insistentemente, soprattutto durante le ore notturne, impedendo il riposo. A causa di questa situazione prolungata, la persona ha subito un danno biologico e alla salute, documentato e riconosciuto in sede legale. Il percorso giudiziario ha visto i giudici di merito accogliere la richiesta di risarcimento, una decisione poi contestata dal proprietario degli animali fino al ricorso in Cassazione.

La decisione della Cassazione e il principio confermato

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario dei cani, confermando di fatto la sentenza di condanna al risarcimento. Gli Ermellini non sono entrati nuovamente nel merito dei fatti, ovvero non hanno rivalutato le prove che dimostravano il disturbo, poiché questo compito spetta ai giudici dei gradi precedenti. Hanno però consolidato un principio giuridico cruciale: il proprietario di un animale è responsabile non solo della sua custodia, ma anche dei danni che questo può arrecare a terzi, inclusi quelli non patrimoniali come il danno alla salute derivante da immissioni acustiche intollerabili.

Il diritto al riposo e alla tranquillità nella propria abitazione è tutelato. Quando il rumore prodotto da animali supera la soglia della normale tollerabilità, stabilita dal giudice caso per caso, e provoca un danno concreto e dimostrabile alla salute di una persona, scatta l’obbligo di risarcimento.

Diritti e tutele per chi subisce il disturbo

Vivere accanto ad animali rumorosi può diventare un incubo. È importante sapere che la legge offre strumenti di tutela, ma è fondamentale agire nel modo corretto e raccogliere le prove necessarie a sostegno delle proprie ragioni. Il semplice fastidio non è sufficiente per ottenere un risarcimento; è necessario dimostrare che il disturbo è continuo, intenso e, soprattutto, che ha causato un pregiudizio concreto.

Ecco i passi da seguire per far valere i propri diritti:

  • Tentativo di conciliazione: Il primo passo è sempre il dialogo. Spesso il proprietario dell’animale non è pienamente consapevole del disturbo arrecato. Una comunicazione pacata e costruttiva può risolvere il problema senza ricorrere a vie legali.
  • Diffida formale: Se il dialogo non porta a risultati, è consigliabile inviare una lettera di diffida tramite raccomandata con avviso di ricevimento o PEC, descrivendo il problema e intimando di porre fine ai rumori molesti.
  • Raccolta delle prove: Questo è un passaggio cruciale. È utile tenere un diario dettagliato con date e orari del disturbo, effettuare registrazioni audio o video (usabili con cautela in sede legale) e, soprattutto, raccogliere testimonianze di altri vicini che confermino la situazione.
  • Certificazione medica: Se il disturbo causa problemi di insonnia, ansia o altri disturbi, è indispensabile rivolgersi al proprio medico per ottenere certificati che attestino il nesso tra il rumore e il danno alla salute.
  • Intervento delle autorità: È possibile segnalare il fatto alla Polizia Locale o ai Carabinieri, che possono intervenire per constatare il disturbo della quiete pubblica, un illecito previsto dal codice penale.
  • Azione legale: Come ultima risorsa, si può avviare un’azione civile per chiedere al giudice di ordinare la cessazione del disturbo e di condannare il vicino al risarcimento dei danni subiti.

La sentenza della Cassazione rafforza la posizione di chi subisce un danno reale a causa dell’incuria altrui. Possedere un animale comporta doveri e responsabilità, tra cui quello di garantire una convivenza civile e rispettosa dei diritti altrui.

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Di admin